Beauty Queens – Libba Bray

Giu
3

Ho deciso di non scusarmi neanche per i mesi di silenzio. Nope. Parliamo direttamente di questo libro.

Se siete come me, leggendo Il Signore delle Mosche vi siete sicuramente posti una domanda: okay, ma se fossero state delle ragazze a precipitare su un’isola deserta?

Ecco, Beauty Queens risponde a questo annoso quesito.

Beauty Queens - Libba BrayQuando un incidente aereo lascia tredici concorrenti di un concorso di bellezza per teenager su un’isola misteriosa, le ragazze devono impegnarsi per sopravvivere, per andare d’accordo l’una con l’altra, per combattere contro gli altri, malvagi, occupanti dell’isola, e per imparare i passi di danza, nel caso in cui vengano salvate in tempo per il concorso.

Quando ho iniziato questo libro, francamente mi aspettavo di rimanere delusa. Avevo paura di trovare cose che non avrei voluto – prima fra tutti, misoginia interiorizzata. In pratica, temevo la situazione “ragazze che odiano ragazze”, del tipo “la nostra eroina, ragazza intelligente e con valori solidi” VS “tutte quelle ragazze stupide e superficiali”. E invece non è così! Cioè, okay, forse all’inizio sì, ma “la nostra eroina”, di nome Adina, viene presto ridimensionata dalle altre ragazze. Ed è una cosa bellissima. (Non so se avete una minima idea di quanto io detesti la retorica del “non sono come le altre ragazze, quindi sono migliore” e quella del “il mio essere femminista mi spinge ad odiare tutte le ragazze che non sono come me”)

Ma parliamo del libro in generale.

Se si considera solo dal punto di vista della trama, non è che uno sciocco romanzo di avventura per ragazzi – sapete, di quelli che si trovavano sempre nelle letture estive consigliate alle medie.

Be’, la grossa differenza è che questo è uno studio satirico su come vengono trattate le ragazze al giorno d’oggi, e sul perché il femminismo è assolutamente fondamentale. E un’altra cosa che mi ha piacevolmente sorpreso di questo romanzo? Non si parla di “white feminism”, ma di femminismo vero, quello intersezionale. Hallelujah!

Temi trattati lungo la storia?

  • Il modo disgustoso e ingiusto in cui veniamo trattate noi ragazze ogni giorno (avete presente, cose come “vergognatevi del vostro corpo”, “dovete rispettare questi standard di bellezza, o altrimenti…”, “dovete essere sempre pronte a rinunciare alla vostra felicità e alle vostre ambizioni per un uomo/una famiglia” e “siate sempre modeste, fingetevi meno competenti di quanto siate in realtà, o non piacerete ai ragazzi!” Insomma, quelle stronzate che mi hanno sempre mandato in bestia)
  • Razzismo. Ci sono due ragazze di colore tra le sopravvissute (e il fatto che siano le uniche non bianche tra le 50 reginette di bellezza è discusso ampiamente), e entrambe parlano dei problemi di razzismo che affrontano nella vita di tutti i giorni e all’interno del concorso (l’unica cosa a cui posso accennare per non spoilerare è il fatto di dover comunque rispondere a standard di bellezza bianchi)
  • Transessualità e transfobia. Presto si scopre che una delle miss è una ragazza transessuale, entrata nel concorso appositamente per dare una voce alla sua comunità. All’inizio quasi tutte le ragazze sono scandalizzate e arrabbiate per essere state “ingannate”, e si rifiutano di trattarla come una ragazza. Poi piano piano smettono di essere delle stronze con la testa infilata su per il culo.
  • Il fatto che le corporazioni spesso non fanno altro che i loro comodi, fregandosene della scia di distruzione e povertà che si lasciano dietro.

Ecco, tutto questo è raccontato con un umorismo che tradisce un certo grado di incazzatura (un po’ come Jenna Marbles nei suoi momenti più gloriosi), specie nei “commercial break”, inseriti tra un capitolo e l’altro. C’è la pubblicità di una ceretta/crema depilatoria:

Lady ‘Stache Off. Because there’s nothing wrong with you… that can’t be fixed.

Il trailer di una serie tv “storica” ambientata durante la Guerra d’Indipendenza Americana in cui le protagoniste si spogliano spesso perché… storia? La pubblicità di un centro di chirurgia estetica dedicata alle ragazze:

Breast in Show. Because “You’re perfect just the way you are” is what your guidance counselor says. And she’s an alcoholic.

E il mio preferito: il trailer di una commedia romantica, che di parodia secondo me ha ben poco. Questo lo metto quasi tutto, perché lo amo troppo.

VOICEOVER: All Charlie Tanner wanted was to live happily ever after. (Scene dei suoi due precedenti matrimoni, e dei motivi per cui sono falliti)

CUT TO: Montage of Charlie getting promoted at her PR firm, attending events, going to a concert and eating dinner alone.

VOICEOVER: Now Charlie Tanner is through with living for someone else. She’s calling her own shots and making her own rules.

CUT TO: Charlie playing poker with her best friends. Bottles of beer sit on the table.

CHARLIE: I kept thinking, what’s wrong with me? And then I had an epiphany: Maybe it’s not me who’s screwed up. Maybe it’s this whole crazy notion that we’re supposed to do nothing but shop, have makeovers, and chase after some jackass rather than figuring ourselves out and living life to the fullest that’s wrong.

FRIEND: No. I’m sure it’s you.

(Charlie incontra questo tipo super sessista, Dick Connor, autore del libro He’s Never Going to Call You Unless You Follow These Rules)

CUT TO: Charlie haning out in a park with her best gay friend. They are having a picnic.

CHARLIE: He’s crude. He’s sexist. He thinks Hooters is fine dining and women are only good for sex and getting his breakfast.

OBLIGATORY GAY FRIEND: Oh my God. He sounds so hot.

CHARLIE: I hate everything about Dick Connor. He makes me feel awful and inadequate.

OGF: That is actually a sign of true love.

CHARLIE: I don’t think so…

OGF: (giving her a pitying look over his glasses) Charlie, honey, you’re almost thirty. It doesn’t pay to have too much self-esteem. Come on. Let’s shop for heels and a push-up bra.

In pratica, in quel finto trailer è racchiuso tutto ciò che odio delle commedie romantiche. Sono così stufa dell’idea che una donna non possa avere una vita soddisfacente senza un uomo, o che il fatto che questo uomo sia un perfetto coglione sessista generi quella che viene spacciata per “tensione sessuale”, che è chiaramente un segno che i due sono anime gemelle, nonostante i valori completamente diversi. Che rabbia!

Un altro punto semplicemente geniale è uno dei A Word from your Sponsor, messo praticamente a metà del libro. In pratica The Corporation (responsabile di quella tv di qualità, del film, dei prodotti di bellezza e del concorso) si scusa di aver mostrato una manifestazione di sessualità inappropriata – e per “inappropriata” si intende “in cui una ragazza ha dimostrato iniziativa e desiderio”. Quindi vengono proposte scene alternative a quella così offensiva.

  • Nella prima scena, una ragazza dimostra iniziativa sessuale… per poi venire uccisa pochi secondi dopo da un masso. A caso. (L’eroe della storia rimane accecato durante l’incidente, ma poi viene guarito dall’amore di una ragazza verginale che ha sofferto un sacco)
  • Nella seconda scena una ragazza guerriera difende il suo diritto ad esprimersi, perché le sue opinioni valgono più del suo essere femminile. Viene puntualizzato che questa ragazza è la meno attraente del gruppo (e probabilmente puzza pure). Poi un serpente se la mangia. A caso.
  • Nella terza scena una ragazza si sente forte e potente… ma solo perché è stata contaminata da un virus alieno, che la rende assolutamente letale (“I killed everybody I ever kissed.”) Questa scena è lo scontro finale tra questa ragazza e la sua (molto più modesta) ex-migliore amica, alla quale ha rubato il ragazzo (per dimostrare che “le ragazze non possono essere davvero amiche”) Per l’ex-migliore amica, questa è la goccia che fa traboccare il vaso (nonostante il fatto che l’altra ragazza abbia dato fuoco alla sua casa, ucciso i suoi genitori e mangiato il suo cane)
  • Nella quarta scena delle reginette di bellezza sono nella giungla, tutte sudate (in modo sexy, ovviamente) e sensuali e mezze nude (perché… giungla?) Parlano del fatto che la bisessualità è sexy (“ma non, tipo, quella vera: solo quella per farsi notare, ovviamente”), si immergono tutte quante in qualcosa che assomiglia in modo sospetto ad una vasca idromassaggio e arriva un tizio tipo esploratore molto sexy, e sono tutte contente.

Quindi, in queste 4 scene abbiamo tutti gli orribili tropi usati per scrivere ruoli femminili che possiamo trovare nella maggior parte della narrativa di ogni genere. Mentre leggevo ero tipo “Oh mio Dio, grazie per averlo messo in parole! Sono così contenta che questo libro esista!”

Per concludere, due parole sul cattivo principale della storia: Ladybird Hope (okay, sì, tecnicamente si scopre con certezza che è cattiva abbastanza in là, ma per come la vedo io era già chiarissimo da una sua intervista nel primo quarto del libro… per non parlare delle altre cose che sappiamo di lei da subito.) In pratica, questo personaggio è ispirato a Sarah Palin, ma è veramente inquietante quanto assomigli ad una versione femminile di Trump. brrrr, brividi di disgusto.

E ha proposito di Ladybird, in realtà c’è un’altra cosa che vorrei discutere, ma è molto molto spoiler (nel senso che è proprio il finale del libro)… Okay, facciamo come ho già fatto in precedenza: ne parlerò al sicuro sotto al taglio. (EDIT: il taglio non funziona più! Allarme rosso, allarme rosso!)

Quindi, in tanto vi saluto consigliandovi assolutamente questo libro. Il prossimo articolo sarà quando meno ve lo aspettate (abbiamo già visto che con me è meglio non fare piani)

 

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