Archive for the ‘Senza categoria’ Category

Welcome to Night Vale

Set
21

Porca vacca. Due anni e mezzo di completo silenzio, e ora provo a tornare. Durerà? Non durerà? Chi può dirlo? Interessa a qualcuno? I grandi misteri dell’esistenza. La verità è che ho passato questo luuuungo periodo in cui proprio non me lo diceva il cuore di mettermi a scrivere. Si è trattato di tutto un insieme di cose: problemi personali, mancanza di ispirazione, di tempo… frustrazione nel vedere che per ogni commento vero ne trovo 20 di spam (e, fidatevi, trovare le pubblicità del Viagra in tedesco è divertente solo per un paio di volte.)

Insomma, cose varie.

Ma ora mi è tornata questa gran voglia di scrivere, e vedremo come andrà.

Dunque per il mio (molto poco) grandioso ritorno ho deciso di fare qualcosa di un po’ diverso da solito: non parlerò di un libro, ma di un podcast (che però, in effetti, ha un libro in uscita tipo il mese prossimo. Ma ogni cosa a suo tempo.)

A friendly desert community where the sun is hot, the moon is beautiful, and mysterious lights pass overhead while we all pretend to sleep.

Welcome to Night ValeAh, Welcome to Night Vale. In circa due anni è diventato una delle mie cose preferite al mondo, e non sto esagerando neanche un po’. Come spiegare questa deliziosa stramberia?

Immaginatevi una tranquilla cittadina americana, collocata in un deserto non meglio specificato. Una cittadina in cui non fanno altro che accadere cose strane ed inquietanti, e in cui tutto ciò viene considerato assolutamente normale. A narrare questi bizzarri eventi con inquietante tranquillità è Cecil Palmer, speaker della radio comunitaria.

Il primo episodio della serie si apre con l’annuncio dell’apertura di un nuovo parco per cani – parco in cui è proibito entrare, soprattutto a causa della presenza di inquietanti figure incappucciate.

La seconda notizia è l’arrivo in città di un uomo. Si tratta di Carlos, uno scienziato. E per Cecil è colpo di fulmine.

Ecco, le premesse sono queste. Una città in cui nulla è considerato più strano della normalità, un programma radio, uno speaker, e uno scienziato. E case che in realtà non esistono, creature che decisamente NON sono angeli, corporazioni malvagie, draghi a cinque teste e vecchie signore che vivono segretamente in casa tua. Nulla è troppo assurdo.

L’impressione immediata che si ha ascoltando Welcome to Night Vale è che si tratti di ciò che potrebbe accadere se Neil Gaiman e Stephen King passassero una notte di passione in un episodio di Ai Confini della Realtà. Aspettatevi l’inaspettato, e vi piacerà un sacco.

Lo show è così articolato: il primo e il 15 di ogni mese, puntuale come un orologio, su questo sito viene caricato un nuovo episodio, della durata di circa 20/30 minuti. Durante questi 20/30 minuti vi ritroverete catapultati nelle insolite vicende di Night Vale, presentate di solito come notizie raccontate in diretta e inframmezzate da rubriche e “pubblicità” non meno bizzarre delle storie principali. A segnalare l’imminente fine di ogni episodio c’è il “meteo”, durante il quale viene trasmessa ogni volta una canzone di band e cantanti indie. Dopo la fine dell’episodio vero e proprio c’è il “proverbio del giorno” – cose come “There’s a special place in Hell. It’s really hip. Very exclusive.” e “What has four legs in the morning, two legs at noon, and three legs in the evening? I don’t know, but I trapped it in my bedroom. Send help.” Insomma, non aspettatevi momenti di normalità.

Non so come fare a consigliare Welcome to Night Vale senza sembrare veramente troppo entusiasta. Ma che ci posso fare? In questo show non c’è assolutamente niente che io non adori alla follia, quindi siate pazienti ancora per un pochino mentre cerco di fare una lista dei motivi per cui segure WtNV.

  1. È con ogni probabilità la cosa più piacevolmente bizzarra con cui avrete a che fare in vita vostra.
  2. È incredibilmente divertente, sia a livello di battute, sia di recitazione.
  3. I personaggi sono interessanti e diversi dal solito – con una presenza femminile significativa sia come quantità che come qualità.
  4. Running gags. Oh, quante ce ne sono, e si presentano spesso come formule fisse con cui ci si riferisce a qualcosa. Presto vi ritroverete a finire le frasi di Cecil senza neanche rendervene conto.
  5. Il Twitter di Night Vale. Oddio. È così grandioso che non ho parole per descriverlo. Dateci un’occhiata, non ve ne pentirete.
  6. Trattandosi di un podcast, l’aspetto dei personaggi è lasciato completamente alla vostra immaginazione. Tutto tranne il fatto che Carlos ha dei capelli bellissimi.

Welcome to Night Vale twitterMa non fatemi andare avanti oltre. Fatevi un favore e scaricatevi, non so, anche solo i primi cinque episodi per ora. Vedrete che all’improvviso scoprirete di averli ascoltati tutti e 74 e vi ritroverete ad aspettare con ansia il primo e il 15 di ogni mese. Fidatevi di me.

Ultime due cose: come ho accennato, è in uscita (il 20 ottobre) un libro di WtNV, scritto dai suoi  autori Joseph Fink e Jeffrey Cranor. Spero di poterlo recensire presto.

Vi lascio qua un paio di link: il sito ufficiale, in cui potete comprare oggetti ufficiali della serie; il canale Youtube ufficiale, dove potete ascoltare le puntate e trovare dei dietro alle quinte; e Cecil Speaks, blog tumblr in cui potete trovare le trascrizioni delle puntate.

Okay, con questo direi che è tutto. Per citare Cecil:

Goodnight, Night Vale. Goodnight.

Tanti auguri a me, tanti auguri a meeeeee!

Gen
13

Ok, intervento fuori programma! E mi faccio gli auguri da sola. E me li faccio con un po’ di fan art, presa da DeviantArt.

Cominciamo, ovviamente, con un po’ di Leviathan (dai, non l’avevate previsto?)

Questo piccolo fumetto è spisciosissimo! Notare le facce di Deryn nelle ultime due vignette. Geniale. L’autrice è strawberrycream17  

WTF, by strawberrycream17

Aggiungo che questo disegno (così come il prossimo) fa parte di una specie di collezione, la Dalek Week. Per sette giorni molto devian hanno mandato una loro fan art al gruppo Alek-and-Deryn  , e ogni giorno aveva un tema diverso (Ecco il “programma”:
August 29: WTF?!
August 30: Such Great Height
August 31: Crossover
September 1: Faith
September 2: Making History
September 3: Walking on Air
September 4: A Place to Belong)
Sono venute fuori delle cose molto belle, e spesso molto divertenti. Vedere per credere. (Anche se devo avvertirvi di stare in guardia se decidete di farci un giro: il rischio spoiler è altissimo!)

A PLACE TO BELONG, by theprinceofparties

Qua invece troviamo un disegno dolcissimo (oltre che molto bello) Mi commuove sempre un po’. L’autrice è ThePrinceOfParties   (una delle mie preferite in assoluto. Ha uno stile bellissimo, ed è molto buffa), che ha anche fatto questo fumetto molto divertente.

GENDER BENDING SQUIRREL, by theprinceofparties

Oltretutto, ha ripreso l’idea del “gender bending squirrel” anche in un altro fumetto dedicato a Leviathan (ok, non proprio un fumetto: è un disegno molto grande che contiene degli sketch veramente buffi e non-sense. Andatelo a vedere, è qualcosa di spettacolare!)

Concludiamo questa piccola parte dedicata a Leviathan con WAIT, di ComickerGirl. Si tratta di un fumetto in 18 parti in cui immagina il momento in cui Alek scopre il segreto di Deryn. Non solo sono disegni veramente fighi, ma mi ha anche colpito il fatto che io mi sono immaginata quel momento nello stesso identico modo (invece chissà come è successo. Oddio, come faccio a resistere per leggere Goliath? Mi sa che esploderò prima di questa estate!)

Poi c’è la mia deviant preferita in assoluto, burdge-bug. Non ho saputo scegliere un suo disegno in particolare, perchè è mostruosamente brava. Vi consiglio in particolare quelli dedicati a Harry Potter. Splendidi.

Includerei anche un paio di miei disegni, ma sfigurerebbero troppo vicino a questi. Però ecco la mia gallery.

E ora parliamo di una delle mie più grandi passioni: i Nerdfighters e i video dei vlogbr0thers.

Cos’è ‘sta roba strana? Eh, no, stavolta non avete scuse: ho già nominato i Nerdfighters nella mia recensione a Cercando Alaska (giù. No, giù. Ancora più giù. Il mio primo articolo, dai. Ecco, bravi) Ok, ripeterò in breve, usando le parole del mio amore, John Green:

A Nerdfighter is a person who, instead of being made out of, like, bones and skin and tissue is made entirely of awesome.

E cosa fanno i Nerdfighters? Si riuniscono nella loro (nostra) community, guardano i video dei vlogbrothers (John e Hank Green), cercano di rendere il mondo un posto migliore e praticano la regola del DFTBA (Don’t Forget To Be Awesome)

Io sono fissata con quei video. Fanno morire dal ridere, e spesso vengono dette cose molto interessanti. Ecco alcuni dei miei preferiti:

How to be a Nerdfighter: il primo video che ho visto, e che mi ha fatto innamorare di loro. Sì, lo so, parlano velocissimo, ma non preoccupatevi: basta cercare vlogbrothers transcript su Google.

A song about an Anglerfish: una canzone spettacolare e demenziale in puro stile Hank Green. Spettacolare, il mio antidoto alla tristezza.

50 Jokes (Yes…actually 50 jokes): Hank racconta 50 barzellette/battute in 4 minuti. Spisciosissimo.

How to make guys like you: il video che mi ha fatto innamorare di John Green (che è comunque un miglioramento rispetto all’innamorarsi dei personaggi dei libri)

Famous Last Words: John Green è appassionato di ultime parole famose, e qua ne ha raccolte alcune (certe sono spettacolose)

Ok, io chiudo qua il mio intervento extra. Ci si risente tra una settimana!

PopCo – Scarlett Thomas

Set
25

Ed eccomi di nuovo qua, puntuale come un orologio svizzero (per la terza volta. Ehi, è un record per me!)

Oggi parlerò di un libro di una delle mie scrittrici preferite, PopCo di Scarlett Thomas… Be’, in realtà, tra i suoi libri, questo non è neanche quello che mi piace di più (e per ora ne ho letti solo tre… ma questi sono solo dettagli… Il mio preferito è L’isola dei segreti, e magari poi parlerò anche di quello, ma ho pensato che questo potesse essere un pochino più significativo). Intanto, guardate un po’ come è bella la copertina (so che molte delle persone che hanno iniziato a leggere i libri di Scarlett Thomas lo hanno fatto per le copertine… Sì, ok, anch’io sono tra quelle persone. Ogni tanto giudicare un libro dalla copertina è cosa buona e giusta…), e leggete la trama:

Cosa sta succedendo a Alice Butler, esperta in crittoanalisi e ideatrice di nuovi prodotti per la PopCo, terza multinazionale del giocattolo al mondo? Perché l’azienda ha deciso di isolare lei e altri creativi in un complesso sperduto nella brughiera inglese? Chi si nasconde dietro i messaggi in codice che negli ultimi tempi qualcuno le invia? Si tratta di pericolosi avvertimenti o dietro queste curiose sequenze alfanumeriche si cela un intrigante segreto? Quando emerge in tutta chiarezza che gli avidi manager della PopCo sarebbero pronti a tutto per accaparrarsi una nuova e apparentemente inaccessibile fetta di mercato, ecco che la giovane matematica scopre di non essere sola. Dietro le scrivanie della PopCo, infatti, siedono altri impiegati sovversivi…

Manco a dirlo, la storia è un po’ più complicata di così. E, indovinate un po’!, anche questa volta la trama non è la cosa più importante. Anzi, in certi punti pare sparire del tutto.

Voi iniziate a leggerlo e pensate: Vabbè, è una specie di Il Codice da Vinci con una protagonista stramba. O almeno, questo è quello che ho pensato io. Poi ad un certo punto cominciate a chiedervi: Ehm… ma di cosa parla questo libro? Perchè, giuro, ad un certo punto smettete di capirlo con chiarezza. Non è solo perchè è a doppio-tempo (c’è il presente e il passato, raccontato sotto forma di flashback), ma perchè ad un certo punto diventa una sorta di manuale Ottime ragioni per disprezzare il capitalismo, le corporazioni, ecc…

Forse dovrei vergognarmi un po’ ad ammetterlo, ma non sono il tipo di persona che in un libro cerca l’impegno. No, assolutamente. Io in un libro cerco la fuga dalla realtà (motivo per cui più dell’80% di ciò che leggo è fantasy, fantascienza, o cose così), ma immagino che ogni tanto ci voglia qualcosa che mi riporti sulla terra. La cosa strana è che a fare questo sia stata Scarlett Thomas, dal momento che non credo di aver mai letto libri strani quanto i suoi (ma ne riparleremo prossimamente).

In pratica in PopCo si trovano tutte quelle cose che forse in cuor nostro sappiamo riguardo al marcio che c’è nel mondo, ma che decidiamo di ignorare per poter vivere in pace.

Che altro… Ah, sì: nel libro si trovano anche mini lezioni di matematica, filosofia e crittoanalisi (tipo Codici segreti: istruzioni per l’uso. Piuttosto fico, in effetti. E c’è anche una tavolo che contiene i primi mille numeri primi… magari un po’ meno fico, ma comunque utile, suppongo). Secondo me è proprio questo genere di cose che rende i libri di Scarlett Thomas particolari ed interessanti, ma per alcuni li rende solo pesanti. Boh, de gustibus… Ma, per la cronaca, se volete provare uno dei suoi libri e non volete buttarvi subito sul peso, allora vi consiglio L’isola dei segreti (di cui, come ho già detto, parlerò prossimamente. Magari anticipando un intervento alla settimana prossima. Vedremo…) Però, sul serio, si imparano delle cose forti e strane, che non è facile trovare altrove (ad esempio, io non sapevo cosa fosse il pensiero laterale prima di leggere PopCo. E voi?), perciò ne vale assolutamente la pena.

Due parole sulla protagonista: nei tre libri che ho letto di Scarlett Thomas (Che fine ha fatto Mr. Y, L’isola dei segreti e, appunto, PopCo) si trovano dei personaggi molto simili. Io la chiamo la Trilogia delle A: abbiamo Ariel in Che fine ha fatto Mr. Y, Anne nell’Isola dei segreti, e Alice in PopCo. Si tratta di donne… bizzarre, con seri problemi a relazionarsi con gli altri (soprattutto per quanto riguarda l’amore, ma non è che in campo amicizie se la cavino poi tanto meglio), molto intelligenti, che si oppongono strenuamente a ciò che viene considerato normale (a volte, come nel caso di Alice, andando volontariamente del tutto contro al conformismo. Invece, ad esempio, Anne è strana e basta, senza neanche farlo troppo apposta). Ora magari così non è che vi abbia detto molto, ma leggendo questi libri la somiglianza diventa molto evidente.

Ok, francamente oggi non sono particolarmente in vena di scrivere (forse l’avrete notato. Ho anche scritto molto peggio del solito, e non ho neppure voglia di stare a rileggere tutto. Al limite potete segnalarmi eventuali errori con un commento, thanks)

Pensieri?

Giu
8

Oh, devo proprio smetterla di far passare dei mesi da un intervento all’altro. Seriamente. Se avessi dei lettori, si offenderebbero (forse).

Mancano 6 giorni alla fine della scuola (14 agli esami, ma non ci voglio neanche pensare… Perchè sto cazzeggiando su Internet invece che occuparmi della tesina???????) e domani avremo la nostra “cena di classe”.

Sono cose che fanno pensare. A tante cose. Così tante che non so neanche da dove cominciare.

La cosa più forte è il pensiero che tra poco cambia tutto. TUTTO. Finora sono stata abituata ad un certo tipo di vita: 6 giorni a settimana mi alzo alle 6:30, prendo l’autobus, vado a scuola, mi siedo al mio banco, in mezzo a due delle mie migliori amiche, e seguo 5/6 ore di lezione. Materie che mi interessano di più, materie che mi interessano di meno, materie che odio (in realtà, ne detesto solo una. Indovinate quale. Bravi, ci avete azzeccato) Compagni che sono miei amici (pochissimi), compagni che mi stanno simpatici, compagni ai quali a malapena ho rivolto la parola negli ultimi 5 anni, compagni che mi stanno cordialmente sulle palle, compagni che proprio non posso soffrire (senza contare la mia accerrima nemica, la mia nemesi)

Ok, tutto questo tra meno di una settimana sarà finito. Over. Mi troverò catapultata nel terribile mondo degli adulti. Cavolo, sono terrorizzata. Le responsabilità e i cambiamenti di solito non mi fanno paura. Ma questo è troppo epocale per non essere anche spaventoso.

Mi viene in mente Pascoli, che ha avuto paura per tutta la vita di crescere. Io mi ci vedo tanto. Sarà per questo che è uno dei miei poeti preferiti (o, almeno, uno dei pochi che sopporto. Non amo affatto la poesia.)

Da piccola non ne avevo così paura. Ero entusiasta. Senza fretta, ma entusiasta. Molto più adulta da piccola che ora. Questo è molto da me: fare il contrario di quello che la gente si aspetta, anche senza farlo apposta. Però cerco di mantenermi sempre coerente con me stessa. (Che, insomma, se ci pensiamo ci rendiamo conto che dovrebbe essere la cosa più facile del mondo, no? Essere se stessi, fare quello che si fa, che noi stessi ci diciamo di fare… Troppo filosofeggiante come discorso? Lo penso anch’io, ma ogni tanto ci vuole un po’ di pseudo-profondità) Una mia amica, invece (non me ne abbia se le dovesse per sbaglio capitare di leggere questo intervento) è cambiata completamente nel corso degli anni. Sul serio. Cambiare un po’ è normale, e sanissimo, ma lei è proprio un’altra persona, tanto che non so se ci possiamo ancora considerare amiche, dal momento che non abbiamo più niente in comune.  Io non la riconsco più.

Ma non è di questo che stavo parlando, no? Dunque, stavo dicendo… (*torna su per vedere di che diamine stava parlando prima di perdere completamente il filo del discorso*) Ah, ecco: la fine della scuola, la fine del rassicurante, piuttosto prevedibile mondo che precede l’essere adulti… Molto, molto deprimente. Il tempaccio che c’è fuori dalla finestra di sicuro non mi aiuta a formulare pensieri positivi. Ilaria, SMETTILA DI DISTRARTI!! ACCIDENTI!

Ooooh, ragazzi, più di così non ce la faccio! Con troppi pensieri per la testa non riesco ad esporne pochi ma decenti, mi spiego? Certo, magari qualcuno ci vedrà dell’arte nell’ammucchiata di stronzate che ho scritto (Scusate, è che mi viene troppo in mente il Modernismo, il “flusso di coscienza”… In pratica scrivere qualunque minchiata, renderla il meno comprensibile possibile, e poi aspettare che qualche critico se ne innamori e dica a tutti gli altri che quella è effettivamente arte, e che se non la apprezzi sei solo un ignorante e illetterato, con la sensibilità di una scatola di scarpe… Ancora: come sono finita a dire questo???)

Mi sa che chiudo qua, prima di andare completamente fuori di testa e dire cose ancora più assurde di quelle che ho detto finora (più di 640 parole di puro sclero, ragazzi. In un certo senso è da ammirare, non trovate?)

Sicuro di sapere ciò che è meglio per me?

Nov
23

Piccolo intervento che ho in mente da qualche tempo.

Ho l’impressione che tutti gli adulti cerchino di insegnarci il modo giusto per essere giovani. Genitori, professori, nonni… Tutti hanno qualcosa da dirci, milioni di opinioni diverse su come dovremmo vivere questi anni.

E, in sostanza, secondo loro, dovremmo essere tutto e il contrario di tutto.

Credere fermamente in qualcosa, arrivando anche fino all’estremismo, perchè da giovani non è sbagliato. Però dobbiamo anche essere pronti a cambiare idea, a mantenerci aperti, essere elastici. Dobbiamo goderci questi anni che non torneranno, coltivare i nostri interessi, praticare sport, ma senza dimenticarci di studiare ogni giorno ogni materia, e guai ad arrivare a scuola senza compiti. (Una mia professoressa è arrivata a dire: “Al liceo dovete stare fino a sera tardi a studiare!”… Insomma…)

Dobbiamo dare loro retta perchè loro sanno com’è, e non dobbiamo ripetere i loro errori per non avere i loro stessi rimpianti, e bla bla bla.

E mentre ci parlano dell’importanza di sviluppare la propria personalità, si scordano che siamo tutti diversi, e che dovremmo essere liberi di fare i nostri errori, di andare a tentativi.

Io sono un’adolescente atipica, lo ammetto. Non amo (anzi, odio) le feste. Spesso sono a disagio in compagnia. Preferisco passare le giornate a leggere piuttosto che in centro con gli amici. Secondo mia madre sbaglio. Lei dice che me ne pentirò in futuro. Ma non può esserne certa, dico bene? Io non sono come lei, quindi magari le cose che per lei andavano bene, per me sono sbagliate. Insomma, tutto è relativo, no?