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Great Expectations (Volume 3)

May
26

Pip cerca in tutti i modi di tenere nascosta la presenza del suo benefattore, cosa non facile, soprattutto a causa di due inservienti impiccione e pettegole. Dire loro di tenersi lontane da una certa stanza sarebbe come invitarcele dentro. Così il ragazzo decide di annunciare l’imprevisto arrivo di suo zio il mattino dopo. Intato va dal guardiano per chiedere una lanterna (o qualcosa di simile) Sul pianerottolo, però, inciampa in qualcuno che non si scomoda a rivelare la propria identità. Allarmato, Pip avverte il guardiano, e insieme vannp alla ricerca dell’intruso, che però non riescono a trovare. A questo punto il guardiano chiede a Pip del suo visitatore; Pip risponde che sì, l’ha incontrato, e si tratta di suo zio. Ed è quando gli viene chiesto dell’uomo che pareva essere con lo zio che il ragazzo va nel panico. Chi cacchio è? La situazione non migliora certo quando l’evaso, il mattino dopo, gli dice che con lui non c’era nessuno.

In ogni caso, per i due è arrivata l’ora delle spiegazioni. L’evaso dice di chiamarsi Magwtich, ma che è arrivato a Londra sotto il falso nome di Provis, e che ha intenzione di restare. La notizia preoccupa molto Pip: Magwitch è un evaso, cosa potrà impedire a qualcuno di riconoscerlo e farlo imprigionare di nuovo? Lo “zio” su questo punto è piuttosto tranquillo: non sono molte le persone che potrebbero riconoscerlo e, comunque, con i soldi si possono comprare travestimenti. Presto si scoprirà quanto è difficile camuffare una persona che ha passato tanto tempo da sola (in Australia Megwitch faceva il pastore)

La successiva mossa di Pip è andare da Mr. Jaggers a chiedergli conferme (o meglio, smentite); l’avvocato lo avverte subito che lui non vuole sapere niente, ma gli conferma che i soldi appartengono ad Abel Magwitch, che vive nel New South Wales (e che lì “è rimasto”. Qua le virgolette sono proprio quelle che si disegnano in aria quando si parla) Gli racconta anche che un uomo, un colono di nome Provis, ha scritto una lettera a Wemmick in cui chiedeva l’indirizzo di Pip.

Viene deciso che, appena Herbert sarà tornato dal suo viaggio, Magwitch, o meglio: Provis, verrà mandato a vivere in un altro appartamento vicino a loro. I giorni prima del ritorno del ragazzo si trascinano lenti ed angoscianti per Pip. Ma finalmente una sera Mr. Pocket jr. arriva e, dopo un solenne giuramento imposto da Provis, gli viene raccontata tutta la verità, e la faccenda viene ulteriormente discussa dai due ragazzi una volta lasciati soli. Pip si rende conto di non poter più accettare soldi da Provis, specie dal momento che il suo istinto gli dice di starne ben lontano. Pensa di diventare soldato, ma Herbertgli dice di lasciar perdere e, piuttosto, di diventare suo socio. Oltretutto, abbandonare Magwitch non è una buona idea: l’uomo si è già dimostrato determinato, e anche un po’ violento, e se è stato disposto ad attraversare il mondo per stare col suo protetto, difficilmente accetterà di essere lasciato da lui senza battere ciglio.

Così i due concordano che la cosa migliore da fare è portare Provis via dall’Inghilterra, e l’unico modo di riuscirci è far partire anche Pip. La seconda cosa all’ordine del giorno è saperne di più sull’evaso. Così, la mattina dopo, i due chiedono a Provis quale sia la sua storia. In pratica, Magwitch è sempre stato molto sfortunato, ed è per questo che è finito sulla cattiva strada (anche se non è mai diventato una cattiva persona), fino ad andare a “lavorare” per Compeyson, un uomo istruito ma marcio fino al midollo. Insieme a Compeyson stava un certo Arthur, suo socio. I due qualche tempo prima avevano combinato qualcosa in cui era coinvolta una donna ricca, e ci avevano guadagnato un bel po’ di soldi (dai, cominciamo a fare due più due… Insomma, ci è riuscito anche quel carciofo di Pip: Arthur è il fratellastro di Miss. H, e Compeyson quello che si era finto innamorato di lei. Avreste detto il contrario? Sì, l’avrei detto anch’io), che però avevano perso piuttosto in fretta.

Ad un certo punto per qualche motivo, sia Magwitch sia Compeyson vengono processati; quest’ultimo, però, ingannando tutti con la sua istruzione e le sue buone maniere, riesce a cavarsela con poco, mentre Magwitch invece viene condannato e, preso dall’ira, minaccia Compeyson di spaccargli la faccia, e, in effetti, qualche tempo dopo, riesce a picchiarlo mentre sono entrambi sulla stessa nave-prigione e subito dopo Magwitch riesce a scappare. A questo punto la sua strada si incrocia per la prima volta con quella di Pip. Viene fuori che l’altro evaso era proprio Compeyson e che Magwitch, pur di sapere il nemico in prigione, era stato disposto a sacrificare la proprio libertà. È allora che Magwitch viene mandato in Australia (era una pratica comunissima all’epoca mandare i detenuti laggiù. Ricordate Sweeney Todd?)

Il giorno dopo Pip decide di andare da Estella, ma scopre che la ragazza non si trova a Londra; è partita alla volta di Satis House (cosa strana, dal momento che ha sempre avuto Pip come compagno di viaggio) Così, ovviamente, il nostro Pip parte appena possibile. Prima di arriva da Miss H. si ferma in una specie di albergo (? Non lo so proprio. Viene chiamato “public house”) e chi incontra? Il simpaticissimo Drummle, che gli sbatte in faccia il fatto che il suo corteggiamento sta andando bene.

L’arrivo di Pip a Satis House coglie di sorpresa sia Miss H. sia Estella. Dice alla due di aver scoperto l’identità del suo benefattore, e confessa a Miss H. di essere incazzato perchè lei non si è mai preoccupata di dirgli che non era stata lei a dargli i soldi, pur sapendo che lui credeva che fosse così. Dunque, sapendo che quella sarà l’ultima visita alla vecchia signora, Pip le chiede due favori: il primo è tenere presente che Matthew Pocket e la sua famiglia non sono falsi e opportunisti quanto gli altri. Il secondo è un contributo economico per portare a termine la sua “missione anonima di aiuto” a Herbert.

Come ultima cosa, confessa il suo amore ad Estella, pur sapendo che non riuscirà mai a stare con lei. La situazione, oltretutto, è peggiorata dal fatto che Estella dice che sposerà Drummle. La notizia sconvolge Pip, che cerca, senza successo, di dissuaderla (non perchè abbia qualche speranza di sposarla lui, intendiamoci: vuole semplicemente saperla sposata a qualcuno di più meritevole) C’è un litigio, Estella ripete ancora di non avere un cuore, che un uomo vale l’altro, e, cosa incredibile, Miss H. dimostra dei segni di rimorso.

Pip è disperato, e torna a Londra a piedi, per evitare qualsiasi contatto umano. Una volta arrivato a casa, ha però una sopresa: il portiere gli dà un biglietto di Wemmick, che gli dice di non tornare a casa. Il tono del messaggio è abbastanza urgente da spingere Pip a passare la notte in un “albergo”; gli eventi della giornata e la preoccupazione per quel messaggio gli impediscono di dormire. Appena si fa mattina il ragazzo si reca a casa di Wemmick, che lo informa della presenza di “spie” che stanno controllando il ragazzo (o meglio, il suo ospite) Gli dice anche che Compeyson è ancora vivo, e si trova a Londra. Inoltre, gli sconsiglia un’improvvisa fuga all’estero (attirerebbe troppo l’attenzione) e gli spiega che Herbert ha già cominciato ad agire, portando Provis a casa di Clara (il posto più sicuro che potesse immaginare)

Quella sera Pip si reca a casa di Clara, e si scopre che il padre di lei è un alcolizzato, probabilmente invalido, che in pratica la tiene in ostaggio.

Dunque, Pip e Herbert cominciano a delineare un piano: Pip non visiterà mai Provis. e comincerà ad uscire in barca abitualmente, così da non mettere in allerta nessuno quando sceglierà di scappare davvero.

I giorni che seguono per Pip sono abbastanza uno schifo: oppresso dai creditori, in preda alla paranoia, preoccupato per Provis, distrutto per Estella e inquieto per l’inattività. No buono. Come se non bastasse, una sera, mentre sta assistendo a uno spettacolo di Mr. Wopsle, questi gli fa notare che dietro di lui c’era qualcuno, e questo qualcuno è Compeyson. A questo punto la paranoia non può che peggiorare.

Poco tempo dopo avviene un’altra cosa molto interessante: una sera Pip va a cena da Mr. Jaggers, e nota Molly, la sua cameriera. Certo, ci aveva già fatto caso, ma in quest’occasione ha una specie di illuminazione: qualcosa nel modo in cui la donna muove le dita, qualcosa in lei, gli fa capire che si tratta della madre di Estella. Dunque Pip chiede a Wemmick la storia della donna. Lui gli racconta che Molly era stata difesa da Mr. Jaggers per un caso di omicidio (aveva ucciso una donna per gelosia) e, subito dopo la sua assoluzione, lei era andata a lavorare dall’avvocato. Ah, ma c’è di più: a quanto pare si era anche “disfatta” di sua figlia. TATTATTATAAAAAM!

Qualche tempo dopo Pip torna a Satis House (Miss H. aveva richiesto la sua presenza) La donna gli promette i soldi che lui le aveva chiesto per Herbert e, sentendosi in colpa per l’infelicità che gli ha procurato, gli chiede se ci sia altro che possa fare per lui, al che Pip risponde di no. Miss H. è veramente pentita, sia di aver fatto soffrire Pip, sia di aver rovinato Estella. Dice al ragazzo che all’inizio le sue intenzione erano buone: voleva adottare una bambina per proteggerla dal dolore. Ma poi, notando che la figlia prometteva di diventare bellissima, le sue intenzioni erano cambiate.

A questo punto Pip le chiede la storia dell’adozione di Estella. Miss H. non ne conosce i genitori; la bambina, di due/tre anni, le è stata portata da Mr. Jaggers, al quale aveva confessato la volontà di adottare una bambina orfana. A questo punto, avendo completato gran parte del puzzle, Pip esce da Casa Satis, va a fare un giro, e poi torna alla presenza di Miss H. A questo punto succede qualcosa di orribile e sconcertante: la vecchia signora, seduta troppo vicina al camino, prende fuoco. Pip, cercando di salvarla, si ustiona le mani e le braccia. La donna è ferita gravemente, anche se non in modo mortale, e inizia a delirare.

Dunque Pip torna a Londra, dove riceve le cure di Herbert (ora, io non vorrei dire, ma secondo me tra quei due c’è qualcosa. Se ci fossero fangirl di Dickens, allora chissà quante fanfic si troverebbero in giro per il web!), che gli racconta di aver parlato con Provis del suo passato. Viene fuori che Magwitch stava con una donna gelosa e vendicativa, arrivata anche ad uccidere per questo; ma non solo, visto che aveva anche minacciato di uccidere la loro bambina (che Magwitch adorava alla follia), per poi sparire.

E a questo punto i pezzi sono tutti a posto: Magwitch è il padre di Estella. Che farsene esattamente dell’informazione? Boh, non lo sa neanche Pip. Intanto però fa questa grande rivelazione a Mr. Jaggers e Wemmick. Poi provoca qualche tensione tra i due quando rivela che quest’ultimo effettivamente ha una sua vita privata, con tanto di padre anziano e personalità da casa (ok, non so dirvi altro su questo punto. Vuoto totale, non ci ho capito un’acca)

Passa un po’ di tempo, e viene fissata la data della partenza, un mercoledì. Si fanno gli ultimi preparativi (è lunedì), si prendono tutte le precauzioni del caso, eccetera eccetera. Una volta tornato a casa Pip trova un biglietto, che lo invita a recarsi nelle paludi di casa sua quella notte, o quella successiva alle nove, per avere informazioni su Provis. Pip decide di andare quella sera stessa, e parte, senza avvertire nessuno (pessima idea)

Perciò, va al villaggio, nelle paludi e poi nella casa dove il misterioso “informatore” gli ha dato appuntamento. Lì dentro viene attaccato da un uomo, che tenta di strangolarlo. Ovviamente, si tratta di Orlick, che si vuole vendicare per il fatto che Pip gli ha fatto perdere il lavoro a Casa Satis, per averlo messo in cattiva luce con Biddy (ah, l’avevo detto che la stalkerava?) senza contare che Pip gli è sempre stato sulle palle. Mentre Orlick è lì che sta per ammazzarlo, Pip vede la sua vita che gli passa davanti, e la cosa che gli dispiace di più è sapere che, se morendo lì, quella notte, all’insaputa di tutti, sarebbe malgiudicato dalle persone a lui care (Provis crederebbe di essere stato abbandonato da lui, e lo stesso vale per Herbert, e Joe e Biddy non saprebberp quanto si pente di non essersi comportato bene con loro)

Prima di ucciderlo, però, con una mossa da cattivo dei fumetti, Orlick rivela a Pip di essere stato lui ad aggredire Mrs. Joe. Gli dice anche di conoscere la vera identità di Provis (credo che lavori per Compeyson, o qualcosa del genere) Ma a questo punto arriva la cavalleria (non succede sempre quando il cattivo perde tempo a chiaccherare?): Herbert, Startop e l’aiutante di Mr. Trabb (il sarto) sono corsi a salvarlo. In pratica, Pip è vivo per un miracolo/sbadatezza: si è dimenticato in casa la nota che lo invitava nelle paludi, che poi è stata trovata da Herbert, che, non essendo un coglione come Pip, ha fiutato la trappola, e ha deciso di accorrere (davvero, come si fa a non pensare che tra quei due ci sia qualcosa?)

Insomma, tra una cosa e l’altra arriva mercoledì, e il gruppetto composto da Pip, Provis, Herbert e Startop comincia a navigare giù per il Tamigi. Passano la notte presso una specie di alberghetto e la mattina dopo tutto va storto: sono stati seguiti da Compeyson. Segue una piccola “battaglia navale”, che termina con l’annegamento di Compeyson e l’arresto di Magwitch. L’uomo viene messo in prigione durante il processo.

A questo punto Pip sa di aver perso tutto. Herbert gli propone di seguirlo in Egitto, dove andrà per lavoro. Pip decide di pensarci su, e il suo amico parte qualche giorno dopo (senza Clara, che lo raggiungerà, come sua moglie, non appena il padre di lei sarà morto, lasciandola libera) Lo stesso giorno Pip incontra Wemmick, che, in via del tutto eccezionale, si è preso un giorno di vacanza, e gli propone di andare a fare una passeggiata insieme, anche se il ragazzo non è proprio dell’umore. I due vanno in una chiesa, dove Wemmick si sposa con Miss Skiffins, una sua amica.

Dopo questa nota di allegria, arriva la mazzata: Magwitch viene condannato a morte. Ma l’uomo è molto malato, e vicino alla morte di suo. E infatti, muore prima che possa essere messa in atto la sentenza (ma non prima che Pip gli abbia rivelato che sua figlia è ancora viva e sta bene)

A questo punto, non dovendo più badare a nessuno, Pip si prende “la libertà” di ammalarsi. Sta malissimo, per un sacco di tempo. Questo, però, lo salva per un po’ dai creditori, che minacciano di farlo arrestare. Arriva Joe a prendersi cura di lui. Appena sta un po’ meglio, Joe lo informa della morte di Miss H., e del fatto che, nel suo testamento, lei ha tenuto conto di ciò che lui le aveva detto sulla famiglia Pocket. Gli dice anche che Orlick è stato arrestato per essersi introdotto in casa di Pumblechook. Joe se ne va via senza avvertirlo, nella notte, appena il ragazzo sta meglio. Gli lascia un biglietto e i debiti saldati.

Pip decide dunque di tornare al villaggio e chiedere a Biddy di sposarlo. Tornando al villaggio, si ferma in un alberghetto, dove incontra Pumblechook, che lo sfotte crudelmente, alla faccia di tutta la servilità che aveva dimostrato quando Pip era ricco. Quindi Pip se ne va, per cercare Biddy. Scopre che lei e Joe si sono sposati proprio quel giorno. Ovviamente è triste per sè, ma è anche contento per loro,  ai quali augura tutto il bene.

Non avendo più motivi per restare, vende tutto e raggiunge Herbert in Egitto. Rimane a fare il terzo incomodo dopo il matrimonio dell’amico per undici anni, quando torna in Inghilterra. Joe e Biddy hanno avuto dei bambini, e uno l’hanno chiamato Pip. Va anche a vedere Satis House, scoprendo che è stata demolita. Ma c’è di più: lì incontra Estella. La trova molto cambiata, anche caratterialmente: lei li dice di aver pensato molto a lui, di essersi spesso pentita di non averlo saputo apprezzare. Il suo matrimonio con Drummle non è durato molto: i due si sono separati, e poi lui è morto e, a quanto pare, lei poi si è risposata.

Il libro finisce con i due che si salutano come amici, dicendo addio a Satis House.

Oddio, è finita! Fuck yeah! Sarò sincera: non ne potevo più. Una faticaccia immensa, che, francamente, non so se mi sento di ripetere. Vedrò poi. Tanto ormai lo sapete che quando si tratta di buoni propositi su di me non si può proprio contare.

Great Expectations (Volume 2)

May
23

All’inizio del secondo volume Pip arriva a Londra dopo un viaggio in carrozza da cinque ore, e si reca da Mr. Jaggers, che però non trova in ufficio (deve occuparsi di un caso in tribunale) Il ragazzo lo aspetta per un po’ in ufficio, ma poi decide di andare a farsi un giretto. Arriva alla prigione di Newgate, dove un uomo gli propone una sorta di “tour” per vedere dove i detenuti vengono frustati, impiccati e amenità del genere. Come prima impressione di Londra non è decisamente il massimo. Così Pip decide di tornare all’ufficio, e, scoprendo che Mr. Jaggers non è ancora tornato, fa un’altra passeggiata nelle vicinanze. Una volta tornato, scopre che ad aspettare l’avvocato ci sono anche diversi clienti che Mr. Jaggers, che arriva poco dopo, scaccia via con una certa noncuranza.

Pip viene informato del fatto che dividerà una stanza al Berndard’s Inn con il giovane Mr. (Herbert) Pocket, il cui padre dovrà poi andare a trovare. Gli viene anche detto che per lui i soldi non saranno una preoccupazione, ma che comunque Mr. Jaggers terrà d’occhio le sue spese (ma che non si assumerà la colpa degli sbagli che Pip sicuramente farà)

Sarà un assistente dell’avvocato, Wemmick, a portare Pip nella sua nuova casa. L’uomo inizialmente dà l’impressione di essere imperscrutabile e distaccato (anche se sembra prendere in simpatia Pip fin da subito), anche se questa sua corazza sembra dissolversi sempre più man mano che aumenta la distanza rispetto all’ufficio legale.

Arrivato al Bernard’s Inn, Pip viene accolto cordialmente da Mr. Pocket Junior, che si rivela essere il pale young gentleman. E cosa c’è di meglio di una piccola rissa per rompere il ghiaccio?

I due si mettono a parlare di quel giorno (oltretutto Herbert è convinto di non essere stato lui quello messo k.o.), e viene fuori che la sua era stata una visita di prova: Miss Havisham voleva un nuovo… ehm… giocattolo? Vabbè, ci siamo capiti. Inoltre, c’era anche la remota possibilità di un fidanzamento tra lui ed Estella. L’affare, però, non era andato in porto; non che a Herbert dispiaccia: siccome lui un po’ di sale in zucca ce l’ha, si è reso conto che Estella è una gran stronza. Insomma, è stata adottata dalla donna per essere plasmata da lei e diventare una vendetta nei confronti del genere maschile!

A questo punto veniamo a conoscenza della storia di Miss Havisham.

Lei è la figlia viziata, orfana di madre, di un riccone. Non figlia unica, però; infatti il padre, dopo la morte della moglie, si era risposato, in segreto, con la sua cuoca, che gli aveva dato un figlio, della cui esistenza Miss H. ha saputo solo dopo la morte della madre di lui (solo io trovo sospetto il tasso di mortalità delle mogli di Mr. Havisham?) Solo a questo punto il ragazzo era andato a vivere nella casa paterna. Crescendo, però, si era rivelato un cattivo soggetto, tanto da arrivare ad essere diseredato dal padre, che però, in punto di morte, ci aveva in parte ripensato, lasciandogli una discreta fortuna (niente in confronto all’eredità di Miss H., ovvio), che lui, stranamente, perde del tutto in poco tempo. A questo punto, i rapporti tra i due fratellastri sono abbastanza una merda.

Ed è in questo momento che entra in gioco un uomo, del quale Miss H. si innamora, e al quale dona grandi quantità di denaro. I due si fidanzano, e sembra andare tutto bene (anche se Matthew Pocket aveva cercato di avvertirla), finchè non arriva il giorno del matrimonio. A questo punto succede quello che ci aspettiamo: lo sposo non si presenta. Le scrive una lettera, che lei riceve… sì…? Esatto, propri0 alle nove meno venti, mentre si sta preparando. A quel punto si ammala, e quando guarisce non è più la stessa.

Questo è tutto ciò che Herbert sa della storia. Aggiunge solo che è opinione comune che il fidanzato di Miss H. fosse in combutta col fratellastro di lei. Entrambi sono poi caduti in disgrazia e spariti.

A questo punto incontriamo la numerosa famiglia Pocket: altri otto figli, cresciuti da due tate. Mrs. Pocket, infatti, è completamente inutile. Un pezzo di arredamento (e a me sembra pure mentalmente instabile). Vale la pena di citare testualmente:

(…) he had directed Mrs. Pocket to be brought up from her cradle as one who in the nature of things must marry a title, and who was to be guarded from the acquisition of plebeian domestic knowledge. Su successful a watch and ward had been established over the young lady by this judicous parent, that she had grown up highly ornamental, but perfectly useless.

(Scusate, ma l’argomento è interessante)

Mr. Pocket è un uomo istruito, che si occupa di “formare” gentlemen (non credo sia proprio un lavoro, ma ci mette un sacco di dedizione). tra i suoi studenti, oltre a Pip e Herbert, ci sono Bentley Drummle (una stupida testa di ‘azzo) e Startop (un mammone).

Intanto, Pip stringe amicizia anche con Wemmick che è, diciamo, il suo vero guardiano a Londra, nel senso che si occupa di lui, gli dà consigli (in particolare riguardo la “portable property”) Si scopre poi che quest’uomo ha una sorta di personalità doppia: distaccato e anaffettivo a lavoro, sciolto e cordiale a casa (il Castello, come lo chiama lui, dove vive con l’anziano padre mezzo sordo) Pip, durante il corso del romanzo, passerà delle belle serate a casa di Wemmick.

Poco dopo essere stato per la prima volta a cena dall’assistente, Pip riceve un invito a cena da Mr. Jaggers. Con lui vanno Herbert, Startop e Drummle. Quest’ultimo fa una buona impressione sull’avvocato (che comunque, concorda con Pip nel dire che non è sicuramente un buon soggetto. Bah. Mr. Jaggers sa essere piuttosto ambiguo) Un’altra persona che fa una certa impressione (su Pip) quella sera è Molly, la cameriera di Mr. Jaggers, una “bestia selvaggia domata”

Dopo qualche giorno, Pip viene a sapere che Joe andrà a trovarlo a Londra. Si potrebbe pensare che questa sia una buona notizia per lui, ma bisogna ricordarsi che Pip è diventato uno stronzo snob, e, essendo ora un aspirante gentleman di Londra, la situazione non può che essere peggiorata. La breve visita del padre adottivo/zio/”migliore amico” è segnata dall’imbarazzo, non solo per il fatto che la rozzezza di Joe risulta sempre più evidente agli occhi del ragazzo, ma anche perchè l’atteggiamento del fabbro nei suoi confronti è un po’ cambiato; non è meno amichevole, ma solo più… servile. Non si rivolge più a Pip chiamandolo “old chap” (“vecchio mio”), ma “Sir”, è stranamente formale nei suoi discorsi. Solo alla fine, prima di congedarsi, ritorna ai suoi vecchi modi (ma non prima di aver portato un messaggio a Pip: Miss H. chiede di vederlo al più presto)

Pip parte alla volta del suo vecchio villaggio il giorno dopo. E chi incontra sulla carrozza (Sempre che di carrozza si tratti. Non è molto chiaro)? Un gruppo di detenuti, tra cui il tizio che gli aveva allungato quelle due sterline al pub, che però, in quel momento non lo riconosce. Ascoltando i suoi discorsi, apprende che le due sterline gli erano state date da un altro detenuto (be’, questo si era già capito)

Arrivato al villaggio, Pip scopre che Mr. Pumblechook si è preso tutto il merito per la sua grande fortuna (non nel senso che ne ha parlato con un paio di amici al bar: se ne parla adirittura sul giornale)

A questo punto scopriamo che Pip si è autoconvinto del fatto che Miss H. abbia intenzione di dargli Estella in moglie (ricordo a tutti che lui è convinto che sia lei la sua benefattrice misteriosa) Una volta arrivato a Satis House, Pip ha una spiacevole sorpresa: Orlick è stato assunto come portiere. E una volta giunto alla presenza di Miss H., Pip ha un’altra sorpresa (che giornatona!): Estella è molto cambiata dall’ultima volta che si sono visti, tanto che il ragazzo lì per lì non la riconosce. E per cambiata, intendo cambiata fisicamente. Caratterialmente, è sempre la solita, se non un po’ più amareggiata. E avverte Pip di tenersi alla larga da lei, che non ha un cuore. Lui le dà retta? Ovviamente no. Inoltre, ci si mette anche Miss H. che, in un inquietante stile da ipnotista, gli impone di amarla.

A casa Satis arriva anche Mr. Jaggers che, sotto consiglio di Pip, licenzia Orlick dal suo nuovo lavoro.

Una volta tornato a Londra, Pip confessa a Herbert di essere innamorato di Estella (cosa che, ovviamente, lui aveva già capito da un pezzo), e lui, che, ripeto, un po’ di sale in zucca ce l’ha, gli suggerisce di lasciarla perdere (e gli fa anche presente che non ci sono reali indizi ad indicare un possibile matrimonio con la ragazza) E, visto che sono in argomento di matrimoni, Herbert racconta a Pip di essere fidanzato, segretamente, con una ragazza di nome Clara. Il loro amore è segreto perchè Mrs. Pocket non approverebbe la fidanzata del figlio, giudicandola molto sotto i suoi standard.

ANGOLO DELL’INUTILITA’: aggiungo questa parte solo perchè c’è (ed occupa un intero capitolo), ma non è di alcun rilievo per la storia: Pip e Herbert assistono a una pessima rappresentazione dell’Amleto, con Mr. Wopsle (che ha mollato il lavoro alla parrocchia per diventare attore) come protagonista. Non hanno il coraggio di dirgli quanto lo spettacolo abbia fatto schifo (e neanche quanto lui sia stato preso in giro dagli spettatori), e perciò lui è tutto contento, credendo di aver talento. FINE

Qualche tempo dopo Pip riceve una nota di Estella, che lo informa che arriverà a Londra due giorni dopo (durante l’ultima visita a Miss H. si era parlato del fatto che Estella si sarebbe trasferita in città a casa di una signora, e che Pip avrebbe dovuto, in pratica, badare a lei in quel periodo) Durante l’attesa il ragazzo è, ovviamente, nervoso e saltellante, e arriva alla stazione delle carrozze ore prima dell’appuntamento. Per fortuna, incontra Wemmick, che deve recarsi alla prigione di Newgate per delle commissioni e lo invita ad andare con lui. Come visita non è spiacevole, se non fosse che, all’arrivo di Estella, Pip è disgustato sentendo di avere l’odore della prigione addosso e la polvere di Newgate sulle scarpe.

Prima di portare Estella nella sua nuova casa, i due hanno modo di parlare un po’. Pip è stupito, e anche un po’ inorridito, scoprendo con quanto distacco Estella parla di sè e dei suoi spasimanti, come se non le importasse di niente. Lei gli rivela che gli “amici” di Miss H. parlano male di lui, e cercando (senza successeo) di screditarlo agli occhi della signora. Inoltre, Estella continua a “prenderlo in giro” per la sua cotta, e cerca ancora di fargli capire che lui farebbe molto meglio a dimenticarla.

In seguito scopriamo che Pip, effettivamente, si rende conto del fatto che le sue fortune non hanno effetti del tutto positivi su di lui, e neanche su chi gli sta attorno. Lui e Herbert, infatti, sono sommersi dai debiti (e cercano di uscirne con lo stesso atteggiamento con cui uno studente si prepara a passare una giornata sui libri), e Pip si sente molto in colpa (tanto per cambiare) per  il suo comportamento nei cofronti di Joe. In questa situazione, una sera a Pip arriva una lettera, che lo informa della morte di sua sorella (e giuro che ci sono rimasta di merda, anche se lei era una stronza ed era nella situazione in cui era)

Dunque Pip torna al villaggio per il funerale, partecipa a un particolare corteo funebre, incontra la solita gente antipatica, sono tutti tristi… Biddy gli rivela che, ora che non c’è più bisogno di lei e che le hanno offero un posto da maestra di scuola, lascerà casa Gargery. Lei e Pip hanno una specie di discussione, e non si lasciano nè troppo bene, nè troppo male.

E si arriva così al giorno del ventunesimo compleanno di Pip (devo dire che lo scorrere del tempo in questo libro potrebbe essere segnato molto meglio. Cioè, all’inizio del romano Pip ha circa sette anni e ora, all’improvviso, ne ha ventuno. Come è potuto succedere?), il traguardo della amggiore età. Mr. Jaggers invita il neo-maggiorenne nel suo ufficio, gli chiede se abbia contratto qualche debito (non si arrabbia nè si sorprende sentendo la risposta affermativa), gli dà dei soldi (500 sterline) e gli chiede se ha qualche domanda da fargli. Ovviamente, la cosa che più interessa a Pip è conoscere l’identità del suo benefattore, ma l’avvocato non può dirgli niente a riguardo, nè sa dirgli se questi si farà vivo in un prossimo futuro.

A questo punto a Pip viene un’idea: aiutare Herber investendo soldi su di lui (a sua insaputa); si era già parlato diverse volte nel corso del romanzo del fatto che Herbert probabilmente non sarebbe mai potuto diventare ricco e ottenere tutto quello che desidera. Dunque, il nostro protagonista chiede consiglio a Wemmick, che gli dice, in pratica, che solo uno stupido spenderebbe i suoi soldi per un amico. Ma aggiunge che questo è un consiglio da Wemmick impiegato di Mr. Jaggers, non da Wemmick che vive nel Castello con il suo vecchio padre. Così Pip decide di andare a trovare quest’altra versione di Wemmick per porre di nuovo la stessa domanda. Scopre così come può aiutare l’amico mantenendo l’anonimato.

Piccola nota: si dà un grande risalto al fatto che Pip si trova sempre molto a suo agio quando va a cena da Wemmick, mentre, invece, si sente sempre a disagio in presenza di Mr. Jaggers.

Successivamente, Pip ci informa allegramente del fatto che, detto in parole povere, sta stalkerando Estella, che, nel frattempo, fa vita sociale (leggi: fa un sacco di conquiste) e lo chiude sempre di più nella friend-zone (no, cioè, è un po’ diverso- di sicuro non è come tra Pip e Biddy-, però come concetto ci sta abbastanza) Un giorno lei lo informa che Miss H. ha voglia di vederli, così i due si recano a Satis House. Lì per lì le cose vanno bene (anche se con Miss H. “le cose vanno bene” è sempre piuttosto relativo), ma ad un certo punto Mss H. sbotta a causa della freddezza di Estella, e le due iniziano a litigare. Miss H. è tutta: “Oh, tu sei una merdaccia ingrata! Non hai un cuore! Io ti ho amata come una figlia!” Ed Estella è tutta: “Ehi, vecchia zitella, guarda che io così non ci sono mica diventata da sola!” (l’ho scritto in stile “litigio da programma merdoso da tv pomeridiana” per dare al tutto un po’ di pepe) Già il giorno dopo, però, le cose sembrano essere tornate alla normalità tra le due.

A questo punto scopriamo che Pip ha un rivale piuttosto pericoloso: si tratta di, inaspettatamente, Bentley Drummle, che una sera al club per gentlemen si vanta di conoscere Estella. Pip si incazza, gli dà del bugiardo, e ci fa una figura veramente pessima, perchè viene fuori che è tutto vero, e che la ragazza non sta rifiutando il suo corteggiamento. Pip allora le chiede spiegazioni (che ovviamente non ottiene)

Sono passati due anni dal ventunesimo compleanno di Pip, quando una sera lui riceve una visita da uno sconosciuto. Non proprio uno sconosciuto, però: si tratta infatti del “suo” carcerato, tornato dall’Australia, dov’era detenuto, apposta per vederlo.

La visita lascia Pip estremamente sconcertato e inorridito perchè, indovinate un po’, è proprio l’evaso il suo benefattore!

A questo punto lui si sparerebbe: non solo il suoi sogni in cui Miss H. gli aveva donato i soldi per renderlo un gentleman degno di sposare Estella è crollato come un castello di sabbia, ma l’uomo che è stato artefice della sua fortuna (?) è un criminale.

Ok, e abbiamo finito anche con il secondo volume! Urrà! Oltretutto, sono stata tanto professionale da ricordarmi di questo mio impegno soltanto alle 11:30 circa (per fortuna avevo già scritto buona parte dell’articolo). Ora è mezzanotte e mezza, sono stanca morta e non ho la forza (nè la voglia) di stare a rileggermi tutto ‘sto papiro, perciò se doveste trovare qualche errore di battitura/grammatica (oddio, speriamo di no!) per favore avvertitemi, così potrò rimediare. A venerdì per la terza e ultima parte di Great Expectations!

Great Expectations (Volume 1)

May
21

Il protagonista della storia, non chè narratore, è Philip Pirrip, detto “Pip“, un bambino orfano cresciuto dalla dispostica sorella e dal marito di questa, Joe. Della sorella non sappiamo il nome (viene sempre chiamata Mrs. Joe Gargery. Per dire, non bastava prendere il cognome del marito?): sappiamo che è brutta e cattiva. Pretende di essere trattata da martire per il fatto che ha accettato di crescere il fratellino “by hand” (lo dico, perchè è una sorta di “recurring joke”: Pip è convinto che siginifichi, in pratica, “a suon di pattoni”, trattamento che la sorella riserva non solo a lui, ma anche al marito; in realtà vuol dire, tradotto così, alla buona “senza allattare”)

Il rapporto che Pip ha con la sorella è tanto cattivo quanto è buono quello che ha con Joe. I due sono migliori amici, anche per il fatto che a entrambi tocca subire le vessazioni della donna. Joe è un fabbro, e non è istruito, perchè il padre, un ubriacone violento, gli ha impedito di andare a scuola. Chi altri è contento della sua ignoranza? Mrs. Joe, che teme che l’istruzione possa spingerlo a ribellarsi. Chi non ne è contento? Beh, questo lo vedremo più avanti.

La storia inizia con Pip al cimitero (già un posto allegro di per sè, se poi ci mettiamo che è anche tipo in mezzo a una palude…), intento ad osservare le tombe della sua famiglia (padre, madre e cinque fratellini morti da piccoli), e a immaginare i propri genitori.

Insomma, lui è lì, che non rompe le palle a nessuno, quando all’improvviso arriva un uomo, con l’intenzione di derubarlo, scoprendo però con delusione che il bambino non ha praticamente niente con sè. Allora, minacciandolo, gli fa promettere di tornare il giorno dopo con del cibo e con una lima (l’uomo è un evaso, e vuole liberarsi della catena che ha alla gamba); gli dice che se non farà quello che gli è stato detto, o se racconterà la vicenda a qualcuno, allora lui gli sguinzaglierà contro il terribile (e inesistente) “giovane uomo” suo compagno.

Così Pip decide di sacrificare la sua abbondantissima cena (una fetta di pane imburrato) per portarla al carcerato il giorno dopo. Passa la nottata in preda ai crampi della fame, terrorizzato all’idea che il giovane uomo possa presentarsi da lui e attanagliato dai sensi di colpa per aver rubato a sua sorella (cosa curiosa: in epoca vittoriana le donne sposate non potevano possedere niente. Ogni loro proprietà finiva legalmente al marito. E per proprietà intendo anche la custodia di se stesse e dei figli. Raccapricciante. Comunque, la cosa interessante qui è che la personalità di Mrs. Joe è talmente più forte di quella di Joe, che Pip dice proprio di non essere in grado di considerare l’uomo proprietario della casa.)

In ogni caso, Pip la mattina dopo (la mattina di Natale) si alza prestissimo, ruba altro pane, del formaggio, “mincemeat” (non ho ben capito cos’è. Forse una specie di polpettone), del brandy e un tortino di carne, oltre alla lima, ovviamente; poi scappa nella palude nebbiosa. Mentre cerca di raggiungere il punto dove deve trovarsi con l’evaso, incappa in un altro uomo, anche lui vestito da carcerato, che scappa via nel momento in cui vede il bambino. A quel punto il primo pensiero di Pip è “Oh, cacchio! Quello deve essere il giovane uomo!” , ed è anche quello che poi racconta all’evaso più tardi (non prima di essersi preuccupato per la sua salute, dal momento che le paludi non sono certo un posto salubre per nascondersi. Reumatismi, eccetera. Molto premuroso. Giura anche di aver mantenuto la promessa e di non aver raccontato del loro incontro a nessuno, cosa molto apprezzata dall’evaso, che cambia totalmente atteggiamento. Passa dalle minacce a “che bravo ragazzo che sei, figliuolo”) A quel punto l’evaso schizza: non solo il tizio non è un suo compare, ma a quanto pare i due non vanno molto d’accordo. E, infatti, l’evaso corre all’inseguimento dell’altro uomo. Più tardi si scoprirà cosa è successo.

Tornato a casa Pip scopre di averla fatta franca, almeno per il momento (anche se si becca una sgridata dalla sorella per essere uscito) Lui e Joe vanno alla messa, trallallà, e poi tornano a casa per il cenone di Natale, al quale partecipano anche Mr. Wopsle (“aiutante” del pastore della parrocchia), Mr. e Mrs. Hubble e lo zio Pumblechook (zio di Joe. In realtà un’altra “proprietà” di cui Mrs. Joe si è impossessata)

La cena non è un momento piacevole per Pip. Diciamo che è una cosa un po’ alla Harry Potter: lui si trova in mezzo a queste persone che parlano male di lui (per qualche oscuro motivo gli viene dato dell’ingrato), senza avere la possibilità di replicare. E non c’è verso che lo lascino in pace. E le cose peggiorano quando a Pumblechook viene offerto del brandy, preso direttamente dalla bottiglia da cui Pip l’aveva rubato. Il problema? Pip, per non rendere evidente la mancanza di brandy, l’ha allungato con qualcosa (altro mistero. “Tar” sul dizionario che uso di solito è “catrame” ma, insomma, spero proprio di no! Qualcuno ha qualche idea?) che fa stare male lo zio.

Ma non è finita: per tirare un po’ su lo zio, Mrs. Joe decide di offrirgli qualcosa: il tortino di carne. A quel punto Pip, completamente in preda al panico, scappa: corre fuori di casa, ma non arriva lontano. Infatti, appena fuori dalla porta, si scontra con dei soldati, che lo ammanettano e lo riportano dentro. Pip, ovviamente, teme che siano venuti proprio per lui, ma no: devono chiedere al fabbro un aiuto per delle manette difettose (almeno credo), e. già che ci sono, chiedono anche aiuto per ritrovare due evasi. Joe si offre volontario, insieme a Mr. Wopsle e a Pip (che in realtà non è proprio un volontario) per aiutare i soldati ad andare a cercare i carcerati nella palude.

Li trovano dopo non molto tempo, che si azzuffano. L’evaso “di Pip” annuncia di aver catturato l’altro per fare un favore ai soldati (dicendo di non aspettarsi niente in cambio); l’altro giura che, più che cercare di prenderlo, quello ha cercato di ucciderlo. In ogni caso, entrambi vengono portati via dai soldati. Ma prima, l’evaso di Pip riconosce il bambino, e per sollevarlo da ogni sospetto annuncia di aver rubato del cibo dalla casa del fabbro. Subito dopo i due carcerati vengono caricati su una barca e “spariscono”.

Dopo qualche tempo Pip comincia a frequentare una specie di scuola serale, tenuta dalla prozia di Mr. Wopsle e, soprattutto, dalla pronipote di questa, Biddy, una ragazzina orfana.

Pip vorrebbe condividere la sua conoscenza con Joe (è a questo punto che si scopre che questi è analfabeta), ma lui si ritiene troppo stupido per poter imparare qualcosa. La sua ignoranza lo rende ancora più orgoglioso dei (lenti) progressi di Pip nello studio.

A questo punto c’è una svolta: Miss Havisham, una ricca e vecchia zitella, ha chiesto allo zio Pumblechook se conosce qualche bambino che potrebbe andare a casa sua a giocare. La faccenda è un po’ strana, ma Mrs. Joe ne è entusiasta: fare un favore a una donna così ricca potrebbe voler dire ricevere qualcosa in cambio. Perciò a Pip non viene data voce in capitolo: andrà nella vecchia e decadente casa di Miss Havisham a giocare il giorno successivo, dopo essere stato tirato a lucido per bene.

Prima, però, passa la notte da Pumblechook (il perchè non mi è chiaro, dal momento che Miss Havisham non abita poi così lontano). Inutile dire che non è una vacanza: Pumblechook è un rompipalle, e lo è fino al momento in cui lascia Pip dal cancello di Miss Havisham. Ad accogliere Pip arriva una bellissima ragazza, non proprio cordiale. Si tratta di Estella, adottata da Miss Havisham come una figlia ma, soprattutto, come vendetta nei confronti del genere maschile. Il perchè non verrà detto fino al prossimo volume.

Ad ogni modo, Estella porta Pip fino alla stanza di Miss Havisham: una camera grande e bella, ma nella quale non viene fatto entrare neanche un raggio di sole. Si scopre che Miss Havisham è un vampiro, e trasforma anche Pip.

No, scherzo. Questo era quello che speravo che succedesse.

Quello che accade realmente è che Miss Havisham è una vecchia signora rinsecchita, vestita da sposa, anche se in modo incompleto (particolare che viene ribadito più volte: le manca una scarpa), che si comporta in modo stravagante ed estremamente teatrale, che chiede a Pip di giocare per distrarla un po’. Ma il ragazzo è intimidito, e anche in imbarazzo: come cacchio si fa a giocare a comando? (Oltretutto, a me sembra troppo una richiesta da pedofila. Ad un certo punto dice adirittura di avere la “fantasia malata” di guardare un bambino giocare. Bah.) Così, come compromesso, gli viene detto di giocare a carte con Estella. Durante la partita, la ragazza sfotte Pip senza pietà (e senza ragione. In pratica, è stronza e basta): gli dice che lo disprezza, perchè lui è grezzo e comune.

Intanto Miss Havisham chiede a Pip cosa lui pensi della ragazza, al che lui risponde che la trova bellissima, anche se troppo orgogliosa e sgarbata. A questo punto aggiunge anche di voler tornare a casa, ma che tornerà dopo sei giorni (questo in realtà è un particolare piuttosto importante: Miss Havisham dice di non sapere niente dei giorni dell’anno, e ogni orologio in casa sua è fermo alle nove meno venti. In pratica, ha cercato di fermare il tempo a un momento preciso. Il fatto che è vestita da sposa è un abnorme indizio, ma la verità si scoprirà più avanti)

Quando torna a casa Pip viene interrogato dalla sorella e da Pumblechook, che vogliono sapere ogni particolare della visita e della casa della donna, portando all’esasperazione il ragazzo, che inizia a mentire spudoratamente, e in modo piuttosto fantasioso. Più tardi, preso dai sensi di colpa (cavolo, Pip si sente sempre in colpa. Poco complessato, il ragazzo) confesserà la verità a Joe.

Una sera, pochi giorni dopo, Pip e Joe hanno uno strano incontro in un pub: un uomo che dona a Pip due sterline, e gli mostra una lima che sembra proprio essere quella rubata dal ragazzo. Confusione. Paura. (La pappa è sempre quella)

Quando Pip torna da Miss Havisham la volta successiva, vi trova altre tre donne e un uomo. Viene fuori che non sono esattamente amici di Miss Havisham, che dimostra di disprezzarli, giudicandoli falsi e opportunisti, e li scaccia via. Dice qualcosa su Matthew (Pocket), un suo cugino, che avrà il diritto di stare accanto a lei quando morirà (un discorso allegro del genere. Bla bla bla) A questo punto la signora spiega a Pip che quelle persone sono venute a trovarla perchè è il suo compleanno. Il problema è che, manco a dirlo, lei non vuole assolutamente che se ne parli.

Per il resto, l’incontro va avanti come la volta precedente. Qualcosa di curioso succede però quando Pip sta per andarsene. Mentre è in giardino, incontra un altro ragazzo, che, senza neanche essersi presentato (Pip lo chiama “pale young gentleman“) lo sfida a “duello” subito dopo aver saputo che è stata Estella a farlo entrare. I due si prendono a pugni e, nonostante la sicurezza in se stesso dimostrata, il p.y.g. ne becca di santa ragione. C’è da dire, però, che la prende molto sportivamente, e i due si separano con parecchia cortesia. E non è finita qui, perchè in qualche modo, Estella scopre del duello e, lusingata? No, non mi sembra il tipo. Forse semplicemente contenta del potere, del controllo che ha sui ragazzi, concede a Pip di darle un bacio sulla guancia.

I successivi incontri sono raccontati sommariamente: Estella è sempre stronza, e Pip e Miss Havisham parlano. Pip le racconta che lui diventerà apprendista di Joe, ma, a quanto pare, per potersi “registrare” ci vogliono dei soldi. Così la signora convoca Joe a casa sua, e durante un imbarazzante conversazione (resa tale da Joe, che, incapace di comportarsi in situazioni “formali”, ignora Miss Havisham e si rivolge a lei solo tramite Pip. Sul serio, è una situazione veramente imbarazzante) dona ai due venticinque guinee e dichiara che le visite di Pip alla Casa Satis (la casa della Havisham) sono finite. A questo punto, Pip diventa ufficialmente apprendista di Joe, e comincia quindi a lavorare per lui.

Però c’è un problema: Pip si rende conto di non essere felice. Quella vita lì, da apprendista fabbro, una vita alla quale era preparato e che sarebbe stato felice di cominciare, gli va stretta. Cosa è cambiato? Le visite a Miss Havisham lo hanno reso uno snob: si rende sempre più conto di quanto Joe, così rozzo e ignorante, possa essere una figura imbarazzante. Ovviamente è colpa di Estella e dei suoi insulti.

However, un giorno Pip decide di andare a trovare Miss Havisham, con la scusa di ringraziarla per quello che ha fatto per lui. In realtà, ovviamente, vuole rivedere Estella. Ha però una brutta sorpresa: la ragazza è stata mandata in Francia (istruzione per una signorina)

Lo stesso giorno, prima della visita di Pip alla vecchia signora, si assiste ad un litigio tra Mrs. Joe e Orlick, una specie di aiutante part-time di Joe, nonchè uomo parecchio inquietante, che si comporta in modo inquietante (non ne sono sicura, ma mi sembrava un partcolare quasi rilevante. O forse no. Boh. Devo ancora finirlo il libro)

Ma non è finita qua: al suo ritorno a casa, piuttosto tardi quella sera, Pip scopre che qualcuno ha fatto irruzione in casa sua. La sorella è rimasta ferita alla testa, e da qua in poi sarà poco più di un vegetale. Nulla è stato portato via, e non si sa chi sia stato. I sospetti di Pip sono tutti per Orlick, ovvio (a dire il vero, vale lo stesso anche per me), ma il ragazzo si ricrede, almeno fino ad un certo punto, quando Mrs. Joe diventa praticamente pappa e ciccia con il sospettato numero uno.

Per badare alla povera Mrs. Joe arriva Biddy. Lei e Pip diventano molto legati, grandi amici e confidenti e, e vi assicuro che questo mi ha stupito non poco, tra le pagine di un romanzo di Dickens cosa troviamo? Un palese caso di “friend-zoning”, da manuale! Biddy, piccina, è chiaramente innamorata di Pip, ma lui, ovviamente, essendo maschio e scemo, non se ne rende conto minimamente e, anzi, le racconta allegramente di quanto è innamorato di Estella, confessandole pure la sua decisione di diventare un gentleman per fare colpo su di lei. Che testa di zucchina…

Ma una sera la sorte di Pip cambia ancora: mentre è al pub con Joe incontra un uomo, Mr. Jaggers, che rivela loro che Pip è erede di una grande fortuna. Le condizioni?

1: Non deve indagare in alcun modo sull’identità del suo benefattore

2: Deve andare a Londra per diventare un gentleman

3: Deve mantenere il nome “Pip” (insomma, non farsi chiamare Philip Pirrip)

Per il resto, Mr. Jaggers si offre come suo guardiano e gli nomina Matthew Pocket come tutore (nomina, non consiglia. Specifica chiaramente che il suo lavoro non è dargli consigli del genere, e che in realtà non solo non gli importa più di tanto, ma inoltre pensa che il suo benefattore sia un cretino per aver fatto una cosa del genere). A Joe viene offerto del denaro come “indennizzo” per la perdita del suo apprendista, ma lui rifiuta, perchè tutto ciò di cui gli importa è la felicità di Pip.

La partenza di Pip è prevista per una settimana dopo. In questo arco di tempo lui si procura un nuovo guardaroba (da Mr. Trabb, che ha un aiutante rompicoglioni e maleducato che tratta male Pip. Ecco, questo è uno di quei particolari stupidi che aggiungo perchè potrebbero essere importanti), scopre che essere erede di una grande fortuna cambia il modo in cui ti tratta la gente e va a fare visita a Miss Havisham (che lui crede essere la sua benefattrice, e a questo punto la cosa non viene nè confermata nè smentita)

Arriva il giorno della partenza. Pip è eccitato, ma anche terrorizzato.

E con questo finisce il riassunto del primo volume di Great Expectations. Ragazzi, non è stato divertente leggerlo (anche se il primo volume non è palloso quanto il secondo, ve lo assicuro. Leggendo il primo ero piuttosto ottimista. Tipo: Vabbè, dai, non è così male. Leggendo il secondo ero più tipo: Oh, God, why?), non è stato divertente scrivere il riassunto, e sinceramente non credo che per voi sarà divertente leggerlo. Spero solo di aver incluso abbastanza particolari e di essere stata abbastanza precisa da potervi essere di aiuto. A mercoledì (almeno credo) per il prossimo noioso riassunto prolisso!