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13 – Jay Asher

Set
11

Ed eccomi di nuovo qua a parlare da sola! E più ci penso, più mi sembra triste, e il fatto che questo non mi abbia ancora convinta a desistere forse peggiora ancora la situazione.

Ma chiudiamo con l’angolo dell’autocommiserazione, e iniziamo a parlare di libri!

Dunque, il libro di oggi è un altro di quelli del mio Scaffale-dei-Libri-Preferiti, anche se è appena fuori dalla top 5. Si chiama 13, o, se preferite i titoli originali: Thirteen Reasons Why, ed è di Jay Asher (che non ha pubblicato altro, anche se, stando a Wikipedia, il suo prossimo libro dovrebbe uscire, in America, questo novembre).

Clay torna da scuola e fuori dalla porta trova ad aspettarlo una pessima sorpresa: sette audiocassette numerate con dello smalto blu. Ascoltandole, scopre che a registrarle è stata Hannah, la ragazza per cui si è preso una cotta. La stessa ragazza che si è suicidata due settimane prima. Quelle cassette sono il suo modo per avere l’ultima parola sulle vicende che, secondo lei, l’hanno portata alla morte: facendole scorrere, Clay scopre che il destinatario del pacchetto deve ascoltarle e poi passarle al successivo di una lista. Nelle cassette, 13 storie: ognuna legata a una persona che ha dato ad Hannah una ragione per togliersi la vita. Seppur sconvolto, non può resistere alla tentazione di esplorare a fondo la storia che lo riguarda e, guidato dalla voce di lei, visiterà i luoghi che lei vuole mostrargli, finché non gli rimarrà altro da ascoltare…

Ormai saranno due-tre anni che l’ho letto, ma mi è venuto in mente di scrivere questo articolo quando, qualche giorno fa ne ho viste un paio di copie al supermercato (non sto cazzeggiando: il fatto di averlo visto mi ha fatto pensare che magari non è finito fuori catalogo, e perciò esiste ancora la possibilità di trovarlo).

Sì, ovviamente è un libro piuttosto deprimente (e che cavolo, parla di una ragazza che ha deciso di suicidarsi!), ma è anche molto bello, e scritto con un’ottima tecnica.

Tanto per cominciare, è diviso in due tempi, per così dire: abbiamo il racconto di Hannah, che spiega cosa l’abbia spinta a togliersi la vita, e abbiamo Clay, che ascolta le cassette, e intanto vaga con la mente e con i ricordi.

In secondo luogo, il ritmo è molto serrato. Tu vuoi sapere perchè Hannah si è suicidata, hai bisogno di scoprirlo. E vuoi sapere anche qual’è stato il ruolo di Clay nella faccenda (il libro è scritto in prima persona e al presente, perciò c’è il massimo coinvolgimento), perciò non puoi smettere di leggere.

E, pur essendo una storia veramente triste, non è raccontata in modo pesante e deprimente, ma è pervasa da una sorta di humor nero (Hannah sa essere piuttosto spiritosa, anche se più che altro è molto amareggiata e arrabbiata)

Inoltre, ha un messaggio molto valido. No, il messaggio non è: quando la vita si fa troppo dura, ammazzati, ma è più che altro sulle cose che facciamo e sulle conseguenze che queste azioni hanno. La storia di Hannah è una specie di valanga: faccende anche piccole, cose da poco, stupidi pettegolezzi, che cominciano a rotolare e rotolare, fino a diventare enormi e travolgerla. Il fatto è che talvolta ci sembra che le nostre azioni non abbiano alcun peso, ma non è così. Tutto ciò che facciamo ha delle conseguenze, e a volte possono essere pesanti.

Se l’avete pensato, ve lo confermo subito: esatto, sono stata vittima di bullismo. Durante le medie c’è stata gente che ha fatto di tutto per rendermi infelice. Offese varie, isolamento, lancio di piccole pigne in testa, acqua rovesciate nelle scarpe durante l’ora di ginnastica… Cose del genere. Ok, alla fine poteva anche andarmi molto peggio. Ma la situazione non cambia: sono riusciti a togliermi l’autostima. E l’hanno fatto con cose non troppo grandi (insomma, me ne rendo conto benissimo anche da sola: non è il genere di bullismo che finisce al telegiornale. Per fortuna, non dico mica che avrei voluto essere pestata e cose del genere!). Magari neanche se ne rendevano del tutto conto… Ed è proprio questo il punto! Bisogna imparare a mettersi nei panni degli altri. Non sappiamo che cosa può aver passato una data persona, non conosciamo la sua forza, o la sua debolezza. Non sappiamo quale sarà la goccia che farà traboccare il vaso.

E, in sostanza, è proprio di questo che parla questo libro (o, almeno, è così che l’ho interpretato io. Poi sicuramente ci sarà almeno un’altra chiave di lettura)

Siccome era parecchio tempo che 13 se ne stava buono buono nella mia libreria, in questi ultimi giorni l’ho riletto velocemente, e ho notato una cosa: Clay è un personaggio un po’ alla John Green. Si può dire che sia un misto tra Ciccio e Quentin (ovviamente, almeno per quanto mi riguarda, questo non può che essere un bene)

Che altro? Ah, certo: ho anche fatto una piccola ricerca su Wikipedia, e, indovinate?, ho scoperto che trarranno un film anche da questo! Lo hanno annunciato a febbraio, ma io l’ho saputo solo ieri. Si sa solo che la protagonista sarà Selena Gomez (non so cosa pensare al riguardo… Hannah non me la immaginavo così, però devo ammettere che come scelta non mi dispiace) e che dovrebbe uscire nel 2013. Bah, speriamo in bene.

Vi lascio con un paio di link: 13 Reasons Why Project, nel quale potrete trovare un sacco di brevi recensioni, e il canale YouTube di Hannahsfriend13, nel quale sono raccolte, praticamente, le cassette di Hannah (Deve essere una cosa ufficiale e/o curata da Jay Asher in persona, dal momento che c’è anche il link di un blog fatto molto bene, gestito dalla stessa persona)

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Un’ultima cosa: vi consiglio di visitare questa splendida pagina Facebook: Guardare di quante pagine è un libro quando si inizia a leggerlo . Ci troverete immagini divertenti, link con citazioni, consigli di lettura…