Posts Tagged ‘jk rowling’

The Casual Vacancy – JK Rowling

Mar
9

Heeeeelloooooo!

Dunque dunque dunque, tanto per cominciare, è un bel po’ che non mi faccio viva, e mi scuso. Il fatto è che sono un po’ stanca (ho dato 4 esami tra gennaio e febbraio, e ora è iniziato il secondo semestre che un orario abbastanza tremendo) e, francemente, mi manca un po’ di motivazione. Cioè, mi metto qua, scrivo qualche riga per l’articolo e mi dico: “Sì… lo finisco domani.” e il giorno dopo ovviamente me ne dimentico, o mi dico che non ce ne ho voglia, o sono a Pisa dove non ho nè un computer dotato di tastiera nè internet in casa.

Però ora ho raccolto le forze, e finirò questa recensione, e, con un po’ di fortuna e di buona volontà avremo una recensione alla settimana.

(Ahahaa, sì, non ci credo neanche io)

Comuuuuunque, ero anche un po’ indecisa sul fatto di scrivere questa recensione, per via della mia regola “non parlerò di libri conosciuti”, ma poi ho deciso che The Casual Vacancy vale un’eccezione. Insomma, sì, ne abbiamo sentito tutti parlare, e ne abbiamo viste decine di copie nelle vetrine delle librerie, ma io personalmente non ho mai sentito dei veri pareri. Principalmente perchè il mondo si è diviso in due fazioni: quella “è di JK Rowling! Certo che è un capolavoro!” e quella “Bah, il realismo non fa per lei. Doveva limitarsi a Harry Potter, e vivere di rendita per sempre”.

A parte il fatto che quest’ultimo ragionamento, tra l’altro, mi fa incazzare. Cioè, da una parte è vero: JK Rowling potrebbe ritirarsi, non fare un cazzo di niente per il resto della sua vita e stare benissimo economicamente. Ma d’altra parte… argh, mi arrabbio. Non è che se uno fa qualcosa di praticamente perfetto, poi non deve fare altro perchè probabilmente non sarà all’altezza della quasi perfezione del primo lavoro. Tanto per cominciare, io rifiuto di credere che il secondo lavoro abbasserà il livello del primo se non sarà altrettanto buono. In secondo luogo, questa mancanza di fiducia mi sconcerta. Ma chiudo qua con questo discorso.

In ogni caso, ho sentito tante opinioni completamente discordanti (tanto più che alcune erano a priori), che mi è sembrato giusto scrivere questa recensione (non che la mia opinione sia più affidabile di quella di altri. Però questo non mi ha mai fermata, no?)

Ma ora, la trama!

A chi la visitasse per la prima volta, Pagford apparirebbe come un’idilliaca cittadina inglese. Un gioiello incastonato tra verdi colline, con un’antica abbazia, una piazza lastricata di ciottoli, case eleganti e prati ordinatamente falciati. Ma sotto lo smalto perfetto di questo villaggio di provincia si nascondono ipocrisia, rancori e tradimenti. Tutti a Pagford, dietro le tende ben tirate delle loro case, sembrano aver intrapreso una guerra personale e universale: figli contro genitori, mogli contro mariti, benestanti contro emarginati. La morte di Barry Fairbrother, il consigliere più amato e odiato della città, porta alla luce il vero cuore di Pagford e dei suoi abitanti: la lotta per il suo posto all’interno dell’amministrazione locale è un terremoto che sbriciola le fondamenta, che rimescola divisioni e alleanze. Eppure, dalla crisi totale, dalla distruzione di certezze e valori, ecco emergere una verità spiazzante, ironica, purificatrice: che la vita è imprevedibile e spietata, e affrontarla con coraggio è l’unico modo per non farsi travolgere, oltre che dalle sue tragedie, anche dal ridicolo. J.K. Rowling firma un romanzo sulla società contemporanea, una commedia sulla nozione di impegno e responsabilità. In questo libro di conflitti generazionali e riscatti le trame si intrecciano e i personaggi rimangono impressi come un marchio a fuoco. Pagford, con tutte le sue contraddizioni e le sue bassezze, è una realtà così vicina da non lasciare indifferenti.

Devo ammettere una cosa: se non me lo avessero regalato per il mio compleanno, non so quando lo avrei letto. E non per la faccenda “non sarà mai bello quanto Harry Potter” (seguendo questo ragionamento, avrei letto ben pochi libri. Storia divertente: c’è stato effettivamente un periodo, tra le quarta elementare e quasi la fine della prima media, in cui non ho fatto altro che leggere e rileggere i primi cinque Harry Potter, praticamente rifiutandomi di leggere altro, convinta che non avrei mai trovato niente di altrettanto bello. Per fortuna poi mi sono ricreduta, ma non prima di aver letto i primi quattro HP non meno di 10 volte ciascuno.) Il fatto è che mi dicevo: che palle, The Casual Vacancy parlerà di roba da adulti! Noooooia. (Sì, so di avere 21 anni. Ma non è rilevante. Non è mai rilevante)

Poi non so cosa sia successo. So solo che un momento prima avevo appena aperto il libro, e subito dopo mi trovavo oltre la metà, e non avevo alcuna intenzione di smettere di leggere (il che si è rivelato un problema nel momento in cui per leggere non ho ripassato come avrei dovuto per un esame, che quindi ho fallito miseramente)

Non so perchè mi ha preso così tanto. Cioè, è “solo” la storia delle meschinità di un piccolo paese inglese, e delle lotte per un posto nel consiglio comunale. Cioè, chi se ne frega, giusto?

Sbagliato.

Ti importa fin da subito della storia e dei personaggi. Non so come sia possibile, ma è così. Sono persone normali- e intendo, veramente normali. Mediocri. Assolutamente realistiche. Chiunque dica che la Rowling non ci sa fare con i “personaggi normali” si sbaglia di grosso.

Ora, non sto a parlarvi di tutti i personaggi, che sono veramente tanti. Posso dirvi un attimo come sono in linea di massima. Ad esempio,i signori Mollison, Howard e Shirley, due tipi molto alla Dursley. O forse un po’ peggio. O un po’ meglio. Francamente, non sono riuscita a decidere. Hanno gli stessi difetti, alcuni un po’ amplificati, ma per qualche assurda ragione, alla fine non mi sono risultati insopportabili al 100%

Ora che ci penso, non ci sono personaggi del tutto negativi (altro punto a favore per il team “JK Rowling è una grande scrittrice punto e basta, arrendetevi di fronte all’evidenza dei fatti”), a parte forse Obbo, lo spacciatore. E Maureen dal mio punto di vista è del tutto insopportabile, ma non importa.

Insomma, per farla breve, mi ha fatto pensare a “cosa sarebbe successo se la Rowling avesse scritto Skins“, perchè, veramente, personaggi come Krystal e la famiglia Price sembrano usciti direttamente da quella serie, ma con quel tocco in più.

E ora, siccome non mi ricordo se volevo dire altro ancora, chiudo con i Parental Advice (so che ad alcuni l’idea era piaciuta, ma di solito non li metto perchè la maggior parte delle volte mi sembrano superflui. Ma questa volta ci stanno. Perciò:

Sex & Nudity: 8/10

Violence & Gore: 5/10

Profanity: 9/10

Alcohol/Drugs/Smoking:  9/10

Frightening/Intense Scenes: 5/10

Non male, eh? Da Harry Potter a un punteggio complessivo di 36 cinquantesimi (ci tengo a ribadire che lo dico senza voler fare del perbenismo. I punteggi alti non mi disturbano, e non ci trovo nulla di male.)

E ora: brusca chiusura-che-nessuno-si-aspettava-così-brusca.

Ciaups.

(Non ho aggiunto la foto della copertina italiana perchè è identica a quella inglese. Ah, e non trovate anche voi che tra colori e dimensioni il libro ricordi molto una latta di olio?)