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Ragazziragazziragazzi!

Nov
14

Ragazziragazziragazziragazzi!!! Sto morendo! Cioè, in realtà sono già più calma rispetto a circa un’ora e mezza fa, quando, entrata in libreria solo per fare un giretto, ho fatto una scoperta sensazionale. Vorrei poter dire che non ho urlato nè fatto scenate, ma mentirei.

Il fatto è che… quelli dell’Einaudi hanno mantenuto la promessa!

Anzi, di più: hanno pubblicato la trilogia di Leviathan per intero! Con la bellissima copertina dell’edizione americana di Goliath! A 28€ (che è tantino, ma se si considera che Leviathan da solo costava 20, a me sembra un affare)

Sì, sì, lo so: hanno pubblicato il primo, e poi la trilogia intera? Merdacce.

Però poteva andare peggio: potevano fare come la Mondadori con Brutti.

In ogni caso, correte a comprare questo bel tomone. Correte! (Oppure correte a inserirlo nella lista dei regali di Natale. Come preferite. Ma abbiatelo! Dai, che così scleriamo tutti insieme!)

Io avrei una mezza intenzione di comprarmelo… Bah, non lo so. Ha delle pagine così belle… Ed è così bello…  (Anche se mi hanno tradotto male la dedica di Goliath… No, non si fa)

E niente, vi volevo dire questo.

Anzi, no, aggiungo una cosa: temo che per questo mese non vi possiate aspettare altri articoli. Sono molto impegnata col NaNoWriMo, che si è rivelato molto più stressante del previsto. Fate conto che sono indietro di più di 2000 parole sulla tabella di marcia (dovrei essere arrivata ieri a 21000, ma sono ancora a 19000. Argh!) Perciò, insomma, mi dispiace, ma novembre sarà un mese silenzioso qua sul mio blog.

Ora finisco davvero. Urlando per la notiziona che vi ho portato.

Fangirlezzerò un po’.

E farò anche un bel balletto.

The Risen Empire – Scott Westerfeld

Oct
12

Ed eccomi di nuovo qua, ladies and gentlemen!

Cacchio, è un sacco che non scrivo. Chiedo umilmente perdono; settembre è periodo di esami, e ne ho dati due abbastanza tosti (che ho passato alla grande. Che geniaccio che sono)

E comunque, l’importante è che ora sono qui, in procinto di parlarvi di un libro del nostro adorati signor Westerfeld!

Ma prima, un paio di comunicazioni di servizio. *musichetta da comunicazioni di servizio*

Prima cosa: penso di aver deciso di non pubblicare qua quel racconto breve. Il fatto è che mi sono resa conto che fa piuttosto schifo. Perciò per ora siete salvi.

Seconda cosa: in preda a chissà che raptus di follia, mi sono iscritta a NaNoWriMo (National Novel Writing Month). Di cosa si tratta? Be’, è una sfida: scrivere un romanzo di 50’000 parole (circa 175 pagine) in un mese (novembre) Praticamente è una follia, ma sembra divertente. (A proposito, ecco il link, in caso vi vogliate iscrivere anche voi.) Che cosa ho in mente di scrivere? Beh… lo saprete poi. Per ora sono dell’idea di buttarmi sullo steampunk (ovvio), ma è un po’ complicato, perciò sono ancora in tempo a cambiare idea. Vi terrò aggiornati.

Terzo annuncio: è scaduta la regola dell’articolo una domenica sì e una no. D’ora in poi anarchia blogghistica: aspettatevi l’inaspettato. Pubblicherò quando mi andrà di pubblicare.

Ed ora, arriviamo al motivo per cui siamo qua. Iniziamo con la trama! (tradotta da me dal retro dell’edizione inglese)

L’imperatore non morto ha governato gli Ottanta Mondi per 16 secoli. Suo è il potere di dare immortalità a coloro stima degni, creando una classe elitaria conosciuta come i “Risen” (Risorti). Insieme alla sorella, l’eternamente giovane Imperatrice Bambina, il suo potere all’interno dell’Impero è stato assoluto. Fino ad ora.

I grandi nemici dell’impero, i Rix, tengono l’Imperatrice Bambina in ostaggio. Incaricato del suo salvataggio è il Capitano Laurent Zai. Ma quando la polita imperiale è coinvolta, la posta in gioco è incredibilmente alta, e Zai potrebbe scoprire che i Rix sono l’ultimo dei suoi problemi. Sul mondo-patria, l’amante di Zai, la Senatrice Nara Oxam, appena stabilitasi al Concilio di Guerra dell’Imperatore, deve perseguire la guerra contri i Rix tenendo sotto controllo, allo stesso tempo, gli impulsi inumani dei consiglieri risorti. She dovesse fallire a uno dei due compiti, sarabbero in milioni a morire.

E al centro di tutto sta la grande menzogna dell’Imperatore: una rivelazione così devastante da renderlo disposto a sancire la morte di un intero mondo pur di tenerla segreta…

Questo libro… beh, in realtà, questi due libri (The Risen Empire e The Killing of Worlds) sono stati pubblicati nel 2003 come Succession series. In Italia sono stati pubblicati da Urania (come Risen! e Risen -Lo sterminio dei mondi) non ho capito bene quando, ma suppongo prima del 2005, dato che in quell’anno i due libri sono stati fusi insieme (se non ho capito male, con alcune modifiche) in quello che è diventato il libro unitario di cui vi parlo oggi: un bel tomo da 700 pagine.

Ora, non vi dirò balle: è un libro complicato. E con questo non intendo brutto, ma intendo che, stando a Wikipedia, è classificato come hard science-fiction, ovvero (fonte Wikipedia, ovviamente):

La fantascienza hard (dall’inglese hard science fiction), detta anche fantascienza tecnologica,è una categoria della fantascienza caratterizzata dall’enfasi per il dettaglio scientifico o tecnico, o per l’accuratezza scientifica, o da entrambi.

Insomma, una bella roba pesa. Dettagli tecnici, fisica, cose che non avrei capito neanche se l’avessi letto in italiano con delle belle figure a portata di bambino… Sì, lo so, non ci faccio una bella figura. Ma ognuno ha i suoi limiti, no? Non per niente io studio lingue: la scienza è lontana anni luce. Non che non mi piaccia; semplicemente, sono cose che fanno chiudere il mio cervello a riccio, lo fanno andare in black-out.

Inoltre, spesso si ha l’impressione di essere lasciati indietro. Come se mancassero alcune pagine, mi spiego? (Oltretutto, credo che nel mio caso, non si tratti di una metafora: ho la strana sensazione che dalla mia copia manchino le 22 pagine iniziali. Prove a favore della mia tesi? Manca la pagina con il copyright, e la pagina di inizio della prima parte. Insomma, il libro è divio in 7 parti, ciascuna con un titolo e con una citazione dell’Anonimo 167, che sarebbe una specie di grande saggio che parla di guerra. Ecco, questa bella pagina manca nella prima parte.) Questo succede all’inizio; la sensazione sparisce del tutto verso la terza parte (circa pagina 180)

Comunque, una volta entrati nell’ottica della storia, si entra davvero. Ci si appassiona al racconto, ci si affeziona ai personaggi, si vuole sapere che accadrà. Il Capitano Zai riuscirà a non morire e a ritornare da Nara? Perchè, veramente, Zai è lì lì per morire un sacco di volte!

Tutto è innescato quando rifiuta di suicidarsi dopo il fallimento dell’operazione di salvataggio dell’Imperatrice Bambina (no, non è spoiler: succede all’inizio, ed è ciò che muove un po’ tutta la vicenda) Questo rifiuto dell’harakiri – pratica molto usata tra i guerrieri dell’Impero, specie quelli che vengono da un mondo molto conservatore, all’antica, come quello dove Zai è nato – è visto come un’estrema vergogna dall’Imperatore, che quindi decide di mandare il Capitano e la sua nave in una missione suicida. E nel frattempo, come se non bastasse, alcuni dei membri dell’equipaggio decidono di ordire un complotto contro il Capitano che, a causa della sua determinazione a vivere, li sta portando tutti a morire.

Un ruolo chiave in questo complotto lo ha Katherie Hobbes, vice comandante della nave, nonchè mio personaggio preferito. Come avrebbe potuto non piacermi? I personaggi femminili di zio Scott sono grandiosi. Nel caso di Hobbes, è riuscito a creare un personaggio che riesce ad essere allo stesso tempo una donna, con una cotta per il proprio capitano, ma senza smettere di essere cazzutissima. Non è mai sdolcinata, non è mai stupida. Insomma, grandiosa.

Anche Nara è forte, anche se in modo diverso. Conosciuta come Senatrice Pazza, a causa della sua empatia, che in realtà sarebbe più che altro telepatia (un effetto collaterale dell’installazione del Simbiante, che dota di una seconda vista, di un secondo udito… Insomma, nell’universo di The Risen Empire, si è umani e computer allo stesso tempo. Comodo), contraria all’importanza politica dei Risorti, perchè come può progredire un impero guidato da gente morta?

Anche la struttura del romanzo è piuttosto particolare, anche se tipica di Westerfeld: ogni capitolo è narrato dal punto di vista di un personaggio diverso, anche se non in prima persona. Diciamo che è sullo stile di Leviathan, con la differenza che i punti di vista non sono solo due, ma… boh, tantissimi. C’è il Capitano, Nara, Hobbes, il pilota della nave, un commando Rix, il suo ostaggio… In tutto direi come minimo una trentina di personaggi (anche se alcuni “parlano” solo una o due volte) Ma non è così confusionario come sembra: il nome (beh, non il nome: il ruolo) del personaggio è indicato all’inizio di ogni capitolo.

Insomma, un paradiso per chi, come me, adora avere a disposizione tanti personaggi e tanti punti di vista diversi.

Come concludere…

Ah, sì, con una brutta notizia: non ho idea se The Risen Empire sia reperibile in italiano. Su IBS non c’è, perciò non ho molte speranze. Essendo uscito, presumibilmente, tra il 2003 e il 2005, essendo stato pubblicato in una collana “minore” (della Mondadori), e non appartenendo ad un genere “di ampio consumo”, tempo che possa già essere assolutamente fuori catalogo. Però con l’Urania non si piò mai sapere: sono libri che si trovano facilmente in bancarelle e in edicola, e penso che si possano anche ordinare gli arretrati. Almeno tecnicamente.

Ma, in ogni caso, consiglio di provare a leggerlo in originale. Ok, è difficile, ma, come ho già detto, c’è una grossa differenza tra la prima edizione (quella arrivata in Italia, con due libri) e quella definitiva. E poi, volete mettere la soddisfazione? Tipo: “Eh, sai, ho letto questo libro tostissimo. In lingua originale. Sì, lo so che sono fighissimo. No, non firmo autografi.”

(E poi, la copertina italiana fa paura)