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PopCo – Scarlett Thomas

Set
25

Ed eccomi di nuovo qua, puntuale come un orologio svizzero (per la terza volta. Ehi, è un record per me!)

Oggi parlerò di un libro di una delle mie scrittrici preferite, PopCo di Scarlett Thomas… Be’, in realtà, tra i suoi libri, questo non è neanche quello che mi piace di più (e per ora ne ho letti solo tre… ma questi sono solo dettagli… Il mio preferito è L’isola dei segreti, e magari poi parlerò anche di quello, ma ho pensato che questo potesse essere un pochino più significativo). Intanto, guardate un po’ come è bella la copertina (so che molte delle persone che hanno iniziato a leggere i libri di Scarlett Thomas lo hanno fatto per le copertine… Sì, ok, anch’io sono tra quelle persone. Ogni tanto giudicare un libro dalla copertina è cosa buona e giusta…), e leggete la trama:

Cosa sta succedendo a Alice Butler, esperta in crittoanalisi e ideatrice di nuovi prodotti per la PopCo, terza multinazionale del giocattolo al mondo? Perché l’azienda ha deciso di isolare lei e altri creativi in un complesso sperduto nella brughiera inglese? Chi si nasconde dietro i messaggi in codice che negli ultimi tempi qualcuno le invia? Si tratta di pericolosi avvertimenti o dietro queste curiose sequenze alfanumeriche si cela un intrigante segreto? Quando emerge in tutta chiarezza che gli avidi manager della PopCo sarebbero pronti a tutto per accaparrarsi una nuova e apparentemente inaccessibile fetta di mercato, ecco che la giovane matematica scopre di non essere sola. Dietro le scrivanie della PopCo, infatti, siedono altri impiegati sovversivi…

Manco a dirlo, la storia è un po’ più complicata di così. E, indovinate un po’!, anche questa volta la trama non è la cosa più importante. Anzi, in certi punti pare sparire del tutto.

Voi iniziate a leggerlo e pensate: Vabbè, è una specie di Il Codice da Vinci con una protagonista stramba. O almeno, questo è quello che ho pensato io. Poi ad un certo punto cominciate a chiedervi: Ehm… ma di cosa parla questo libro? Perchè, giuro, ad un certo punto smettete di capirlo con chiarezza. Non è solo perchè è a doppio-tempo (c’è il presente e il passato, raccontato sotto forma di flashback), ma perchè ad un certo punto diventa una sorta di manuale Ottime ragioni per disprezzare il capitalismo, le corporazioni, ecc…

Forse dovrei vergognarmi un po’ ad ammetterlo, ma non sono il tipo di persona che in un libro cerca l’impegno. No, assolutamente. Io in un libro cerco la fuga dalla realtà (motivo per cui più dell’80% di ciò che leggo è fantasy, fantascienza, o cose così), ma immagino che ogni tanto ci voglia qualcosa che mi riporti sulla terra. La cosa strana è che a fare questo sia stata Scarlett Thomas, dal momento che non credo di aver mai letto libri strani quanto i suoi (ma ne riparleremo prossimamente).

In pratica in PopCo si trovano tutte quelle cose che forse in cuor nostro sappiamo riguardo al marcio che c’è nel mondo, ma che decidiamo di ignorare per poter vivere in pace.

Che altro… Ah, sì: nel libro si trovano anche mini lezioni di matematica, filosofia e crittoanalisi (tipo Codici segreti: istruzioni per l’uso. Piuttosto fico, in effetti. E c’è anche una tavolo che contiene i primi mille numeri primi… magari un po’ meno fico, ma comunque utile, suppongo). Secondo me è proprio questo genere di cose che rende i libri di Scarlett Thomas particolari ed interessanti, ma per alcuni li rende solo pesanti. Boh, de gustibus… Ma, per la cronaca, se volete provare uno dei suoi libri e non volete buttarvi subito sul peso, allora vi consiglio L’isola dei segreti (di cui, come ho già detto, parlerò prossimamente. Magari anticipando un intervento alla settimana prossima. Vedremo…) Però, sul serio, si imparano delle cose forti e strane, che non è facile trovare altrove (ad esempio, io non sapevo cosa fosse il pensiero laterale prima di leggere PopCo. E voi?), perciò ne vale assolutamente la pena.

Due parole sulla protagonista: nei tre libri che ho letto di Scarlett Thomas (Che fine ha fatto Mr. Y, L’isola dei segreti e, appunto, PopCo) si trovano dei personaggi molto simili. Io la chiamo la Trilogia delle A: abbiamo Ariel in Che fine ha fatto Mr. Y, Anne nell’Isola dei segreti, e Alice in PopCo. Si tratta di donne… bizzarre, con seri problemi a relazionarsi con gli altri (soprattutto per quanto riguarda l’amore, ma non è che in campo amicizie se la cavino poi tanto meglio), molto intelligenti, che si oppongono strenuamente a ciò che viene considerato normale (a volte, come nel caso di Alice, andando volontariamente del tutto contro al conformismo. Invece, ad esempio, Anne è strana e basta, senza neanche farlo troppo apposta). Ora magari così non è che vi abbia detto molto, ma leggendo questi libri la somiglianza diventa molto evidente.

Ok, francamente oggi non sono particolarmente in vena di scrivere (forse l’avrete notato. Ho anche scritto molto peggio del solito, e non ho neppure voglia di stare a rileggere tutto. Al limite potete segnalarmi eventuali errori con un commento, thanks)