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Worldshaker – Richard Harland

Jan
25

Hello!

Riemergo per un pochino dall’oceano di cose che ho da studiare (nella mia infinita saggezza ho deciso di provare a dare 4 esami in 2 mesi. Ieri ho dato il secondo. Per la fine di febbraio sarò da rinchiudere) per parlarvi di un libro… steampunk! Un giro di applausi per favore.

Cominciamo con la trama (tradotta da me, dal momento che non credo che Worldshaker sia uscito in Italia)

Col conduce una vita di lussi nei Piani Superiori del juggernaut (che vorrebbe dire, tipo, “macchina gigantesca”, ma a me piace lasciarlo così) Worldshaker, una città mobile grande quanto una montagna. Molto più sotto i Filithies lavorano duramente nella sporcizia, dando potenza agli enormi motori. Col è stato scelto come prossimo Comandante Supremo – ma poi una ragazza Filthy scappata da Di Sotto, appare nella sua cabina. “Non lasciare che mi prendano!” lo supplica.

La consegnerà, o romperà tutte le regole?

Il sicuro mondo elitario di Col sta per crollare.

Che cosa buffa, non ci avevo fatto caso: la trama racconta quello che succede nelle prime tre pagine. E basta. Strano.

Dunque dunque dunque. Prima cosa da dire: Worldshaker è uscito nel 2009, come Leviathan, e chiaramente entrambi i romanzi sono diretti allo stesso pubblico (perciò se vi è piaciuto l’uno, è molto, molto probabile che vi piaccia anche l’altro)

Io devo ammettere che, almeno inizialmente, non ero molto convinta. C’erano così tante cose che potevano andare storte e rendere Worldshaker brutto. Tantissime. E sembrava che in ogni momento potesse andare tutto storto. Non dico a livello di trama. Cioè, nel senso: Aaaaah, per fortuna è andato tutto bene. No. Non in quel senso. Più che altro intendo che sembrava che la cosa che mi avrebbe fatto mollare il libro sbuffando fosse sempre dietro l’angolo.

E invece no.

Ad un certo punto mi sono trovata proprio catturata nella rete. Ero nella situazione in cui uno non può fare a meno di abbandonarsi a gesti drammatici (non so, tipo sbattere il palmo della mano contro la fronte e sospirare) e ad imprecazioni/esortazioni ad alta (altissima) voce. Già, è proprio il genere di libro che ti fa fare cose del genere.

Il protagonista, Colbert, è strano. Sembra Alek all’inizio di Leviathan, quando era pomposo e scemo, però più pomposo e scemo. E con meno carattere. Ma almeno poi migliora. Cioè, lo capisco pure, poveraccio: è schiacciato al peso della sua famiglia -che è la più prestigiosa del Worldshaker- e in particolare da quello del nonno, Comandante Supremo e supremo stronzo, che gli mette sulle spalle ancora più pressione quando lo nomina suo successore al comando. Soprattutto perchè il suo vero erede, il padre di Colbert, ha già deluso il Comandante a suo tempo, mostrando pietà per i Filthies.

Chi sono i Filthies? Sono gli schiavi nell’universo di Worldshaker. No, questo non rende l’idea. Tanto per cominciare, non sono neanche considerati umani. Sub-umani? Bah. Non saprei. Il fatto è che in realtà non vengono neanche considerati veramente. Il solo nominarli è tabù (uh, a proposito di tabù: il romanzo è ambientato, se non ricordo male, verso la fine del XX secolo, ma è come se si fosse ancora in epoca vittoriana, tanto che c’è una regina Vittoria – non la regina Vittoria, ma vabbè. Il punto è che si tratta di un’epoca vittoriana bella pesa, da manuale), e nessuno li ha mai visti veramente, perchè stanno nella parte più bassa del juggernaut.

Ne escono solo se e quando vengono pescati per diventare Menial, schiavi muti e del tutto sottomessi di chi vive ai Piani Superiori.

Ed è proprio questo il destino che sarebbe toccato a Riff, la protagonista, se lei non fosse stata più furba e più veloce. Che dire di Riff? Be’, se vogliamo mantenere una sorta di parallelismo con Leviathan, diciamo che Lilit e Deryn correrebbero a darle il cinque. Soprattutto Lilit. Riff, pur avendo solo quattordici anni, è uno dei capi di un “consiglio rivoluzionario”: i Filthies non ne possono più dei maltrattamenti che sono costretti a subire, e hanno deciso che è giunta l’ora di ribellarsi.

E i maltrattamenti sono belli pesi, sia da Filthies, sia da Menials.

Da Filthies vengono praticamente lasciati a morire di fame, e vengono continuamente spruzzati con vapore rovente per “incrementare la produttività” (sì, ottimo piano, senza neanche una minima pecca. Bravi), e da Menials… No, non vi dico niente. Spoiler.

Worldshaker mi ha ricordato un film che mi ha raccontato una volta una mia collega di facoltà: Metropolis. Il film è del ’27, e deve essere stupendo (giuro che prima o poi lo guardo) Ora che ho dato un’occhiata alla trama da Wikipedia mi sono resa conto ancora di più delle somiglianze. Mmm…

Non so che altro dire, perchè ho paura di spoilerare.

Oddio, temo di avere il cervello un po’ fritto. Studiare troppo fa male, ragazzi!

Vediamo… Worldshaker si legge in un attimo, anche perchè ha capitoli molto corti, perciò si finisce nel meccanismo: “Bah, sono solo un paio di pagine. Posso andare avanti ancora un pochino…” E poi, BAM!, il libro è finito.

Ok, io chiuderei qua. Mi scuso per questo intervento così corto e malscritto, ma, come ho già detto, sono stanca morta. Se vi può essere di consolazione, guardate quanti bei libri nuovi ci sono nella mia libreria Anobii, qua alla vostra destra, e sappiate che, se tutto va bene, a partire da metà febbraio sarò libera di leggere e scrivere quanto mi pare. Yeeeaaaaah!