Posts Tagged ‘TFiOS’

The Fault in Our Stars – John Green

Feb
2

Saaalve! Ah ah ah, sono già tornata. Sono imprevedibile.

Il fatto è che dovevo assolutamente parlarvi di questo libro, e non potevo aspettare.

Nominato miglior libro del 2012 dalla rivista Time, e completamente trascurato in Italia. Scandaloso. In pratica Colpa delle Stelle (niente da dire sul titolo, ok. Traduzione letterale, va bene) è stato rilegato alla sezione Chick Lit, con tanto di copertina adatta al genere (eccola in fondo all’articolo) e senza un minimo di rilevanza. Cioè, neanche uno di quei collari da copertina che segnali un minimo l’importanza di questo libro. Tremendo, veramente.

Ma ora, iniziamo veramente a parlarne. Ecco la trama, presa dall’edizione italiana.

Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.

Allora, già dalla trama avrete capito che non è un libro allegro. Ma non so se è possibile cogliere la portata tragica di The Fault in Our Stars. Lo dico perchè io, stupidamente, l’ho sottovalutata, e ho passato due notti a piangere disperatamente (e anche oggi, ripensandoci, mi sentivo mancare il fiato) Mai pianto tanto per un libro. John Green è un sadico bastardo: lo potevo praticamente vedere che mi rigirava il coltello nella piaga per 313 pagine.

Cosa ci si poteva aspettare dalla storia di una ragazza malata di cancro, che si innamora di un ragazzo che, a causa del cancro, ha perso una gamba?

C’è anche da dire che The Fault in Our Stars non è triste al 100%. C’è anche un 15/20% di divertimento. Perchè i personaggi, nonostante le loro sfighe, sono divertenti, svegli, autoironici.

Certo, il risvolto negativo è che c’è una piccola, razionale parte del tuo cervello che spera di poterli trovare odiosi, perchè, date le premesse, affezionarsi è pericoloso. Il problema è che non farlo è impossibile.

Hazel è diversa dai soliti protagonisti di John Green. Tanto per cominciare perchè è una ragazza. Duh. Scusate, ci tenevo a fare Capitan Ovvio. No, scherzi a parte, è una cosa piuttosto rilevante, perchè di norma, nei suoi romanzi, le ragazze sono quelle pazze, originali, geniali, del tutto fuori dal comune. Hazel invece è una ragazza del tutto normale. Una intelligente, sarcastica ragazza normale. L’unica cosa che la accomuna veramente con gli altri protagonisti di John Green è che non è una piena di amici, anche se qui al 95% almeno la cosa è dovuta alla sua malattia, che l’ha costretta a rinunciare alla scuola.

Augustus è… be’, se si può fare una critica a The Fault in Our Stars è che Augustus a volte è fin troppo perfetto. Cioè, appare, e nel giro di 3 secondi, BAM!, sei innamorata/o (“Did you ever feel slightly attracted to Augustus Waters while writing The Fault in Our Stars? No! … A little bit.” cit. John Green Burning Peeps, My OTP, and Velociraptors: It’s Question Tuesday ): è divertente, romantico, intelligente e sexy. Sì, è sexy. Innegabile.

Poi c’è Isaac, che ha perso un occhio a causa del cancro (e nel corso del romanzo perderà anche l’altro). Lui è un personaggio un po’ alla Takumi di Cercando Alaska, o radar di Città di Carta: una specie di voce della coscienza. È il migliore amico di Augustus, e colui che permette l’incontro tra lui e Hazel, il giorno che convince l’amico ad accompagnarlo alle tremende riunioni di sostegno per malati di cancro. Non so, io ho adorato Isaac.

Una buona parte della trama è legata all’amore quasi ossessivo di Hazel per un libro, An Imperial Affliction, e alla ricerca della ragazza del suo misterioso autore, Peter Van Houten, che vive da eremita ad Amsterdam, e non risponde alle lettere dei fan. Contattarlo per Hazel è tanto importante perchè il libro finisce nel bel mezzo di una frase e lei, soprattutto dal momento che sa di avere praticamente i giorni contati, sente di aver bisogno di sapere come finiscono tutte quelle piccole storie dei personaggi secondari, lasciate in sospeto da quel finale così brutale.

Non c’è bisogno di aggiungere molto altro, se non che, come ho già detto e non mi stancherò mai di ripetere, John Green scrive maledettamente bene. Io non riuscivo a staccarmi da quelle pagine (se non per disperarmi/piangere/soffiarmi il naso. Il che mi fa venire in mente: mi raccomando: fazzoletti a portata di mano! Non scherzo, ne avrete bisogno. E se non ne avrete bisogno… allora non avete cuore e/o siete dei robot.) Oltre a questo, The Fault in Our Stars è praticamente una collezioni di frasi splendide. Solo per dirne un paio delle più famose:

My thoughts are stars I can’t fathom into constellations.

I fell in love the way you fall asleep: slowly, and then all at once.

In un certo senso, sento il bisogno di rileggere questo libro, ma 1) non posso, perchè devo studiare 2) non voglio immettermi di nuovo in quel labirinto di sofferenza (yeah, ho appena citato Cercando Alaska. Mi sento molto soddisfatta di me)

Chiudo invitandovi ancora ad iscrivervi al gruppo Facebook per Nerdfighters Italiani.